Calabria
L'INTERVISTA
«Il governo è sordo alle nostre richieste»: Greco rilancia la protesta degli agricoltori per il 20 novembre
Agricoltori, autotrasportatori e pescatori pronti ad una nuova giornata di mobilitazione nazionale. Giancarlo Greco del Movimento Popolare Nazionale, ospite su RLB, annuncia la mobilitazione in Calabria e a Roma contro il caro vita. Nell’intervista anche un passaggio sulla vicenda giudiziaria di Flavio Stasi: «Oggi dovrebbero chiedere scusa»

COSENZA – Le mobilitazioni partite dalla Calabria contro il caro vita si preparano a confluire nello sciopero generale nazionale del prossimo 20 novembre. Il Movimento Popolare Nazionale ha annunciato la propria adesione alla giornata di protesta promossa dalla Cgil, confermando la volontà di portare nelle piazze le rivendicazioni di agricoltori, autotrasportatori e pescatori. Una mobilitazione che, secondo quanto riferito dal Movimento, raccoglie il percorso di protesta avviato a fine settembre e culminato il 10 ottobre a Cosenza con una manifestazione nazionale.

Giancarlo Greco, il 20 novembre «mi auguro che il 20 ci sia un’adesione massiccia»
La protesta contro il caro vita dunque, non si ferma e si prepara a vivere un nuovo momento di mobilitazione nazionale. La data da segnare è quella del 20 novembre, quando agricoltori, pescatori e autotrasportatori torneranno a far sentire la propria voce nell’ambito dello sciopero generale promosso dalla Cgil, al quale ha annunciato la propria adesione anche il Movimento Popolare Nazionale. A parlarne è stato Giancarlo Greco, rappresentante del Movimento, intervenuto ai microfoni di RLB, nella trasmissione radiofonica “Fatti Vivi”.
Nel corso dell’intervista, Greco ha ricostruito il percorso delle proteste culminate nella manifestazione nazionale del 10 ottobre a Cosenza. I presidi, pur in parte ridimensionati, non sono scomparsi: alcuni sono rimasti attivi in accordo con le forze dell’ordine, mentre l’organizzazione si concentra adesso sulla prossima mobilitazione: «ci stiamo organizzando per lo sciopero generale del 20 novembre che si terrà in tutta Italia, in Calabria. Sarà nei 5 capoluoghi di provincia: Cosenza, Crotone, Vibo, Catantaro e Reggio Calabria».
«Un governo sordo e muto»
Greco ha spiegato che la partecipazione alla giornata di protesta avverrà insieme alla Cgil, riconoscendole il merito di essere stata tra le prime organizzazioni a manifestare solidarietà alle categorie coinvolte. Il sindacato, ha ricordato, aveva preso parte anche alla manifestazione nazionale del 10 ottobre a Cosenza. Ma per il rappresentante del Movimento Popolare Nazionale c’è un elemento che continua a mancare: una partecipazione popolare più ampia. Il caro vita, ha sottolineato, riguarda tutti, non soltanto chi lavora direttamente nei settori agricolo, ittico e dei trasporti: «mi auguro che il 20 ci sia un’adesione massiccia per dare un segnale chiaro a questo governo che, come diceva Antonio Zangari il “gigante buono”, è un governo sordo-muto. Sordo alle nostre richieste e molto muto a non dare risposte».
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La protesta a Roma e le accuse sul decreto da 80 milioni: non sono “nuove risorse”
Nel corso dell’intervista, Greco è tornato anche sulla manifestazione del 27 ottobre a Roma, ma soprattutto ha rivendicato il comportamento dei manifestanti calabresi, sottolineando la natura pacifica dell’iniziativa e il rispetto delle istituzioni: «un modo di manifestare civile: abbiamo dato, come Calabria, lezioni di civiltà a tutta Italia, cosa che non è successa per esempio a Milano e in altre piazze. Quindi saremmo dovuti essere premiati non solo per quello che chiedevamo, ma anche per i modi in cui l’abbiamo chiesto, con civiltà e rispetto delle istituzioni».

A non convincere Greco è soprattutto il provvedimento annunciato dal ministro dell’Agricoltura Francesco Lollobrigida, che aveva comunicato lo stanziamento di 80 milioni di euro per fronteggiare il caro gasolio. Una misura che, secondo il rappresentante del Movimento, non introdurrebbe risorse realmente nuove, ma si limiterebbe a spostare fondi già destinati ad altri interventi per il comparto agricolo.
In particolare, Greco sostiene che 40 milioni fossero già previsti nell’ambito del ‘decreto fertilizzanti’, mai concretamente attuato, e destinati inizialmente all’acquisto di concimi. Altri 14,5 milioni, sempre secondo quanto dichiarato nell’intervista, sarebbero stati originariamente destinati a investimenti in agricoltura: «Quello che chiedono gli agricoltori è un po’ di rispetto. Questo governo sta continuando a prendere per il naso una categoria che è fatta di persone perbene, che lavorano onestamente e chiedono solo di poter continuare a lavorare onestamente nel proprio settore».

Nel ragionamento di Greco la crisi non riguarda soltanto il costo del carburante, ma un intero sistema produttivo nel quale agricoltura, trasporti e pesca sono strettamente collegati. A suo giudizio, continuare a ignorare le difficoltà di queste categorie significa mettere a rischio un tessuto economico e sociale molto più ampio.
Il caso Stasi, l’emergenza economica e l’appello alla politica
Uno dei passaggi più significativi dell’intervista è stato quello dedicato a Flavio Stasi, sindaco di Corigliano-Rossano, nei confronti del quale è stata recentemente revocata la misura degli arresti domiciliari. Greco ha voluto esprimere pubblicamente la propria solidarietà, ricordando le dichiarazioni pronunciate nelle prime fasi della vicenda dal ministro Lollobrigida e dal capogruppo di Fratelli d’Italia, che avevano associato il primo cittadino a presunti interessi oscuri legati alle manifestazioni: «oggi dovrebbero chiedere scusa a Flavio Stasi perché non è stata solamente revocata la misura, ma è stata revocata dallo stesso giudice che l’ha emessa quasi a dire che è stato un errore».
Greco ha quindi invocato rispetto per il sindaco, sottolineando la necessità di non criminalizzare chi partecipa alle mobilitazioni. Un intervento al quale la conduttrice ha aggiunto il richiamo alla solidarietà ricevuta da Stasi e al valore del lavoro svolto quotidianamente da agricoltori e operatori del settore, impegnati a garantire prodotti e servizi alla collettività.

Lo sciopero del 20 novembre: le aspettative
Ma cosa potrebbe accadere se anche lo sciopero del 20 novembre dovesse lasciare senza risposte le richieste dei manifestanti? Greco ha assicurato che non intende fermarsi, pur nel rispetto delle regole, e ha descritto la situazione come una crisi straordinaria, paragonabile per gravità a quella affrontata durante la pandemia. «Ciò che vorrei cercare di trasferire a questo governo, sia regionale sia nazionale, è che non ci troviamo in una normale crisi, ci troviamo in una crisi che andrebbe affrontata come è stata affrontata il Covid».
Da qui l’appello a passare dalle dichiarazioni ai provvedimenti concreti, chiamando in causa soprattutto i parlamentari eletti in Calabria e nel Mezzogiorno, ai quali Greco chiede di mettere al centro gli interessi dei cittadini e non quelli delle segreterie politiche. Nel mirino anche alcune associazioni di categoria agricole, a partire da Coldiretti, accusate di non aver difeso con sufficiente determinazione gli interessi degli agricoltori: «Io non mi fermo, nel rispetto delle regole, ma non mi fermo».



















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