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Scuola: assistenza alunni con disabilità, docenti «non solo questione organizzativa, ma di diritti e dignità»

Italia

Scuola: assistenza alunni con disabilità, docenti «non solo questione organizzativa, ma di diritti e dignità»

Il Coordinamento Nazionale Docenti dei Diritti Umani chiede un intervento normativo chiaro e uniforme sull’assistenza agli alunni con disabilità. Dopo l’audizione in Commissione Infanzia, l’appello al ministro Valditara: “L’inclusione non può restare sospesa”

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alunni disabilità

ROMA – La questione dell’assistenza igienico-personale agli alunni con disabilità al centro dell’appello che arriva dal Coordinamento Nazionale Docenti della disciplina dei Diritti Umani (CNDDU) rivolto all’opinione pubblica e alle istituzioni. Il tema è tornato al centro del dibattito dopo l’audizione del 20 gennaio presso la Commissione parlamentare per l’Infanzia e l’Adolescenza dell’Autorità Garante nazionale dei diritti delle persone con disabilità. Secondo il Coordinamento, si tratta di una problematica che non può essere ridotta a un mero aspetto organizzativo o contrattuale, ma che investe ambiti ben più profondi.

Alunni con disabilità: dignità, autonomia e diritto allo studio

«Siamo di fronte a una problematica che non è soltanto organizzativa o contrattuale, ma profondamente culturale, giuridica ed etica», sottolinea il CNDDU. L’assistenza igienico-personale riguarda infatti la tutela della dignità della persona, il diritto all’autonomia possibile e l’effettività del diritto allo studio, in particolare per gli alunni con disabilità intellettiva, disturbi psichici e condizioni dello spettro autistico. Definirla una questione “delicata”, avverte il Coordinamento, è corretto, «ma non può diventare un alibi per l’inerzia normativa e istituzionale».

Cosa prevede il contratto e cosa accade nella realtà

Il CCNL Istruzione e Ricerca 2019-2021 individua nei collaboratori scolastici i soggetti deputati all’ausilio materiale non specialistico agli studenti con disabilità. Tra i compiti rientrano l’accompagnamento negli spazi scolastici, il supporto negli spostamenti interni e l’assistenza nell’uso dei servizi igienici e nella cura dell’igiene personale. Tuttavia, denuncia il CNDDU, la distanza tra il dettato contrattuale e la sua applicazione concreta resta ampia. Interpretazioni divergenti e una gestione frammentata delle responsabilità continuano ad alimentare incertezze e disomogeneità sul territorio nazionale.

Il caso Sicilia e le disuguaglianze territoriali

Particolarmente critico appare il caso della Sicilia, Regione a statuto speciale, dove l’assistenza agli studenti con disabilità è affidata a personale esterno al sistema scolastico. Una scelta che determina, secondo il Coordinamento, una situazione anomala: operatori non inquadrati nei ruoli statali della scuola e non sempre in possesso delle qualifiche previste dal contratto nazionale svolgono funzioni essenziali per la quotidianità scolastica di alunni fragili. Una condizione che, pur legittimata da specificità legislative regionali, «incide negativamente sulla continuità educativa e compromette l’uniformità dei diritti di cittadinanza».

alunni disabilità 02

L’appello al ministro Valditara

Di fronte a questo scenario, il Coordinamento rivolge un appello diretto al ministro dell’Istruzione e del Merito, Giuseppe Valditara, affinché si assuma «la responsabilità politica e istituzionale di superare definitivamente questa zona grigia dell’inclusione scolastica». Secondo il CNDDU è necessario un intervento normativo nazionale chiaro, vincolante e condiviso, capace di garantire standard omogenei su tutto il territorio italiano, comprese le Regioni a statuto speciale. Da qui le richieste del Coordinamento:

– il riconoscimento dell’assistenza igienico-personale come livello essenziale delle prestazioni (LEP) in ambito scolastico;
– la definizione univoca di competenze, responsabilità e profili professionali coinvolti;
– l’inquadramento stabile del personale addetto all’assistenza, accompagnato da formazione specifica e certificata;
– una netta distinzione tra assistenza materiale non specialistica e interventi di natura sanitaria;
– un coordinamento effettivo tra Stato, Regioni ed enti locali che non produca frammentazione, ma corresponsabilità.

“L’inclusione non può dipendere dal luogo di nascita”

«L’autonomia territoriale non può mai tradursi in una disuguaglianza dei diritti», afferma il Coordinamento. «Una scuola che delega l’inclusione all’incertezza normativa è una scuola che rischia di tradire la propria missione educativa e civile». Il diritto all’istruzione e alla dignità, viene ribadito, non può dipendere dal luogo di nascita o di residenza. «L’inclusione, per essere autentica, deve essere giusta, uniforme e garantita».

Dare certezza normativa all’assistenza igienico-personale significa, secondo il CNDDU, «restituire dignità agli studenti, serenità alle famiglie e chiarezza agli operatori scolastici». «È tempo di scelte politiche coraggiose: l’inclusione non può più restare sospesa», conclude il professor Romano Pesavento, presidente del Coordinamento Nazionale Docenti della disciplina dei Diritti Umani.

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