Ionio
Scuola e polemiche: Rete Donna Futura contro la proposta didattica con “attività per maschi e femmine”
La Rete Donna Futura critica l’uscita didattica proposta ad un istituto di Corigliano Rossano: «netta distinzione tra attività destinate ai maschi e quelle riservate alle femmine. Così si torna indietro sui diritti»

CASTROVILLARI – A sollevare il caso è la neocostituita Rete Donna Futura, network impegnato nella promozione dei diritti e delle pari opportunità, che esprime forte perplessità su un’iniziativa rivolta all’Istituto Comprensivo Don Bosco Thieri di Corigliano Rossano. Si tratta di una visita presso una fattoria didattica nel Salernitano la cui offerta formativa – secondo quanto segnalato – presenterebbe una netta distinzione tra attività destinate ai maschi e quelle riservate alle femmine. Ai primi sono dedicate attività come “arrotare”, “spaccare le pietre” o “trebbiare il grano”; per le femmine la “preparazione della pasta”, “fare il bucato a mano” o “macinare il caffè”.

Attività per maschi e per femmine: “un modello che riporta indietro la società”
Rete Donna Futura sottolinea i rischi educativi legati a una proposta di questo tipo: “l’offerta formativa associata all’uscita didattica vede infatti ben strutturate ‘attività per maschi’ e ‘attività per femmine’ secondo una logica patriarcale che non possiamo reputare come utile alla formazione delle nuove generazioni”. Un’impostazione che, secondo le firmatarie, rischia di compromettere i percorsi educativi costruiti negli anni per promuovere l’uguaglianza e prevenire la violenza di genere.
Il contesto: dati preoccupanti su parità e violenza
La presa di posizione si inserisce in un quadro già critico che vede la Calabria, evidenzia la Rete Donna Futura, tra le ultime regioni italiane per occupazione femminile e parità salariale. A livello nazionale, inoltre, i numeri restano allarmanti: dall’inizio dell’anno si contano 10 femminicidi, il suicidio di una ragazza trans e altri due casi in fase di accertamento. Dati che rendono ancora più urgente, secondo il network, un’educazione basata sul rispetto e sull’abbattimento degli stereotipi.
Il ruolo della scuola nella formazione
“Riteniamo importante porre in evidenza una proposta didattica che, per come è strutturata, porta indietro nel tempo la nostra società e rischia di invalidare tutti i tentativi di educazione e formazione orientati a prevenire le violenze domestiche anche grazie al riconoscimento dell’uguaglianza di diritti, opportunità, salario”. La scuola, viene ribadito, ha un ruolo centrale nell’orientare le scelte educative e nel selezionare proposte coerenti con i valori della parità e dell’inclusione. Da qui la richiesta esplicita rivolta all’istituto: “Chiediamo di non aderire a questa uscita didattica chiedendone la riformulazione in termini più adeguati alla funzione educativa che ogni scuola ha”.



















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