Area Urbana
Scuole a Rende, Ghionna: «80%” di Iantorno dura pochi giorni: gli atti del Comune raccontano un’altra realtà»
Il consigliere chiede all’assesspre “un quadro semplice e leggibile, scuola per scuola, indicando per ciascun edificio almeno tre cose: stato della sicurezza strutturale e sismica, condizioni energetiche e impiantistiche, lavori ancora necessari con relativi tempi e risorse”

RENDE – Il consigliere comunale Marco Saverio Ghionna torna sul lavoro di manutenzione straordinara messo in atto sulle scuole comunale dall’amministrazione ed in particolare ai dati diffusi qualche giorno fa l’assessore ai Lavori Pubblici Iantorno che ha annunciato che sarebbe stato completato circa l’80% degli interventi.
Scuole a Rende, Ghionna: “Fare manutenzione non significa avere risolto i problemi”
“Un dato presentato come prova dell’efficienza dell’amministrazione – dice Ghionna – Ma basta guardare quello che è successo subito dopo per capire che quella percentuale racconta solo una parte della realtà. Pochi giorni dopo, infatti, il sindaco ha dovuto disporre l’uscita anticipata dalle scuole alle 11:30 a causa delle alte temperature e del disagio all’interno degli edifici. La domanda è quindi inevitabile: 80% di cosa?”.

“Perché fare manutenzione non significa avere risolto i problemi di una scuola. – puntualizza il consigliere – Una cosa è sistemare locali, servizi, infissi o altre parti dell’edificio. Altra cosa è sapere se quell’edificio è sicuro dal punto di vista sismico. Altra ancora è sapere se è energeticamente efficiente e capace di garantire condizioni accettabili durante i periodi di caldo. Sono questioni diverse. E non possono essere messe tutte dentro una percentuale”.
Scuola primaria di via Domenico Vanni: qual è la situazione?
Si aggiunge, secondo il suo parere, un altro aspetto importante: “Con la deliberazione di Giunta n. 266 del 27 agosto 2026, il Comune ha disposto la restituzione di 165.555,47 euro relativi al finanziamento per l’adeguamento sismico e degli impianti tecnologici della scuola primaria di via Domenico Vanni, nell’ambito di un intervento originariamente finanziato per 1.060.000 euro. Parliamo dello stesso plesso nel quale l’amministrazione ha deciso di trasferire temporaneamente anche i bambini della scuola dell’infanzia resa inagibile dall’incendio.
A questo punto non servono altre dichiarazioni rassicuranti. Servono risposte precise” chiede Ghionna.
“Quali lavori di adeguamento sismico sono stati effettivamente realizzati nella scuola primaria di via Domenico Vanni? Quali restano da fare? Perché vengono restituiti 165 mila euro? Con quali risorse sarà completato ciò che eventualmente manca e in quali tempi? E soprattutto: qual è oggi la situazione strutturale e sismica di quel plesso? Nessuno sta affermando, senza documenti, che quella scuola sia insicura. Proprio per questo chiediamo che sia il Comune a mostrare i documenti e a dire con chiarezza qual è la situazione”.

Ma la questione non riguarda soltanto via Domenico Vanni, aggiunge Ghionna. “L’amministrazione dovrebbe dire alla città come stanno realmente tutte le scuole comunali, una per una.
Vogliamo sapere quali edifici sono stati sottoposti a verifiche di vulnerabilità sismica, quali problemi sono emersi, quali interventi sono stati eseguiti, quali sono ancora necessari e quali risorse sono state previste per completarli. Questo è il dato che interessa alle famiglie. Non sapere semplicemente che “l’80% dei lavori è stato fatto”.
Efficienza energetica: in quali condizioni siano gli edifici?
C’è poi il tema dell’efficienza energetica, “che – precisa – quanto accaduto in questi giorni rende impossibile ignorare. Se con temperature elevate diventa necessario ridurre l’orario scolastico, bisogna chiedersi in quali condizioni siano gli edifici: quanto trattengono il calore, come sono esposti, come funzionano gli impianti, se esistono sistemi di ombreggiamento e ventilazione adeguati e quali interventi siano necessari per migliorare il comfort nelle aule. Non si può affrontare ogni estate il problema mandando prima a casa gli studenti. Occorre programmare interventi seri sugli edifici: involucri, impianti, protezione dal caldo, consumi energetici e qualità degli ambienti interni”.
Un quadro semplice e leggibile
Per questo Ghionna chiede all’assessore Iantorno “di portare in Consiglio comunale un quadro semplice e leggibile, scuola per scuola, indicando per ciascun edificio almeno tre cose: stato della sicurezza strutturale e sismica, condizioni energetiche e impiantistiche, lavori ancora necessari con relativi tempi e risorse. È questo che manca oggi. – sottolinea – L’80% può anche essere un dato corretto rispetto agli interventi inseriti in un determinato programma. Ma non può essere usato per far credere che l’80% dei problemi delle scuole di Rende sia stato risolto, perché non è la stessa cosa. Le scuole non si giudicano dal numero dei cantieri dichiarati conclusi. Si giudicano da una domanda molto più semplice: – conclude – sono sicure, sono efficienti e sono adeguate per ospitare ogni giorno studenti e personale? Su questo chiediamo risposte. Con atti, numeri e tempi“.



















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