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La vergogna dell’estate: lo sfregio di rifiuti e discariche a cielo aperto, dalla 107 alla Crocetta
Rifiuti accumulati che diventano discariche su strade e aree verdi. Dalla Statale 107 all’ingresso di San Fili al vecchio tracciato della Crocetta: un problema che chiama in causa istituzioni, ma soprattutto il senso civico di chi, quei rifiuti, decide di abbandonarli

COSENZA – Discariche e rifiuti: un pessimo biglietto da visita per un territorio che, d’estate, dovrebbe mostrare il suo volto più bello. Basta attraversare le strade per raggiungere il mare, la montagna e i borghi dell’entroterra ed è qui che, insieme ai panorami mozzafiato, si scopre un’altra immagine che continua a ripetersi con inquietante puntualità : quella dei rifiuti abbandonati ai margini delle carreggiate, nelle aree verdi, lungo le vie d’accesso ai centri abitati e perfino nei luoghi di passaggio più frequentati.
Emblematica è da tempo (e l’avevamo già segnalata nei mesi scorsi) la situazione lungo la Statale 107 Silana Crotonese, nei pressi della prima uscita per San Fili, dove è in bella vista una discarica abusiva a cielo aperto. Materassi, computer, elettrodomestici, mobili, ingombranti e perfino rifiuti speciali vengono scaricati senza alcun rispetto, approfittando della facilità di accesso all’area. Una scena che resta immobile e che rappresenta una delle peggiori cartoline per chi attraversa quotidianamente quel tratto di strada.

Discariche, da San Fili alla Crocetta
Ma non è un caso isolato. L’ultima segnalazione arriva dal vecchio tracciato della Crocetta, in direzione Paola, dove lungo la strada e nelle aree circostanti i rifiuti continuano ad accumularsi, deturpando un territorio che dovrebbe essere valorizzato e tutelato. Scene analoghe si registrano anche nelle zone periferiche di Cosenza e Rende, dove sacchi di spazzatura, plastica, ingombranti e materiali di ogni genere sono ormai una presenza ricorrente in diverse zone.

Il problema, dunque, non riguarda un singolo Comune o una sola amministrazione. È un fenomeno diffuso che danneggia l’ambiente, mette a rischio la salute pubblica, compromette il decoro urbano e colpisce l’immagine di un’intera regione che proprio nei mesi estivi punta sul turismo e sulla valorizzazione delle proprie eccellenze paesaggistiche.
Controlli sì, ma manca il rispetto
È evidente che le amministrazioni e gli enti competenti sono chiamati a fare di più. Servono controlli costanti, sistemi di videosorveglianza nei punti più sensibili, sanzioni severe e interventi rapidi di bonifica. Limitarsi a ripulire, infatti, significa spesso rincorrere un’emergenza destinata puntualmente a ripresentarsi. Ma sarebbe troppo semplice attribuire ogni responsabilità alle istituzioni.

Le discariche abusive non nascono da sole: dietro ogni materasso, ogni frigorifero, ogni sacco di immondizia abbandonato c’è una persona che ha scelto deliberatamente di sporcare un luogo che appartiene a tutti. Il primo cambiamento deve partire proprio da qui, dal rispetto per il territorio e dalla consapevolezza che la Calabria non può continuare a essere vittima dell’inciviltà di pochi. La tutela dell’ambiente è una responsabilità condivisa: istituzioni, forze dell’ordine e cittadini devono fare la propria parte affinché la bellezza della Calabria non venga soffocata dal degrado, ma continui a essere il suo più autentico biglietto da visita.
























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