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Shaboo, la metanfetamina che arriva dall’Asia e si diffonde anche nel Cosentino: perché è pericolosa

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Shaboo, la metanfetamina che arriva dall’Asia e si diffonde anche nel Cosentino: perché è pericolosa

Dalla comunità filippina e cinese al sequestro a Montalto Uffugo: lo shaboo, potente metanfetamina capace di creare una forte dipendenza, è al centro di recenti operazioni antidroga. Cos’è e quali sono i rischi per la salute

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Shaboo 01

COSENZA – Lo shaboo arriva dall’Asia ed è considerata una delle droghe sintetiche più pericolose in circolazione. Il suo utilizzo è diffuso soprattutto all’interno delle comunità filippine e cinesi, ma sta prendendo piede anche in Italia, come dimostrano le recenti operazioni delle forze dell’ordine. Si tratta di una metanfetamina potentissima, in grado di creare una dipendenza molto rapida e profonda. Tra i suoi effetti principali ci sono una forte euforia e una marcata azione stimolante, accompagnate dalla sensazione di non provare fatica né sonno per molte ore, anche giorni.

Proprio la preoccupazione per la potenziale diffusione della sostanza è emersa in un’operazione condotta dai carabinieri di Lattarico, che a Montalto Uffugo hanno arrestato un giovane ventenne, ritenuto responsabile di spaccio di sostanze stupefacenti. Il blitz è scattato dopo settimane di appostamenti e osservazioni: il ragazzo, già noto alle forze dell’ordine, era da tempo sotto controllo. Nel corso delle perquisizioni i militari dell’Arma hanno sequestrato circa mezzo chilo di stupefacenti, tra cui shaboo, oltre a cocaina e marijuana.

carabinieri arresto montalto shaboo

Cos’è lo shaboo?

È una droga sintetica appartenente alla famiglia delle metanfetamine, conosciuta anche come shabu, ice o crystal meth. Dal punto di vista chimico si tratta di D-metanfetammina, una sostanza stimolante estremamente potente e psicoattiva, che si presenta sotto forma di cristalli trasparenti o granuli. Viene solitamente fumata o inalata, modalità che ne potenziano l’effetto immediato.

L’origine dello shaboo risale alla fine dell’Ottocento, quando fu prodotta per la prima volta in Giappone. In seguito si è diffusa soprattutto nel Sud-Est asiatico, in particolare in Thailandia e nelle Filippine, aree da cui deriva anche il nome con cui è maggiormente conosciuta. Per anni è stata considerata una droga “etnica”, ma oggi i sequestri e gli arresti dimostrano che il suo consumo non riguarda più solo specifiche comunità.

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Shaboo in Italia

Episodi di spaccio e traffico di shaboo sono stati registrati in diverse città, tra cui Milano, Roma, Messina e altre località. I traffici internazionali sono spesso legati a gruppi di criminalità organizzata e a laboratori clandestini presenti anche in Europa, ad esempio in Ungheria o Austria, a conferma di un mercato strutturato e redditizio.

Gli effetti sulla salute: assuefazione rapida, smettere è difficilissimo

Sono tra i più gravi in assoluto nel panorama delle droghe stimolanti. Anche dosi molto basse, intorno a 0,1 grammi, possono provocare euforia intensa, iperattività e la capacità di restare svegli per 14-16 ore o più.

A questi effetti iniziali seguono però conseguenze pesanti: insonnia prolungata, irritabilità, ansia e paranoia, perdita di appetito e rapido dimagrimento, deterioramento della pelle, perdita di denti e capelli, comportamenti violenti o irrazionali. Non mancano gravi problemi cardiaci, aumento della pressione sanguigna e il rischio di ictus o danni cerebrali a lungo termine.

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L’uso continuativo porta facilmente a una dipendenza severa, con sintomi di astinenza molto intensi e un bisogno compulsivo di assumere la sostanza, anche a fronte di danni evidenti alla salute fisica e mentale. Le cronache riportano sequestri di shaboo in quantità significative, talvolta superiori ai due chilogrammi, e casi di consumatori cronici colpiti da convulsioni, gravi alterazioni fisiche e mentali e un livello di tossicità potenzialmente letale.

Le forze dell’ordine continuano a intensificare i controlli e le attività investigative, soprattutto nei grandi centri urbani e nelle aree dove il fenomeno sta emergendo con maggiore forza. La sua diffusione, ormai non più limitata a contesti ristretti, rende sempre più urgente un lavoro congiunto di prevenzione, informazione e contrasto per arginare una droga considerata tra le più pericolose oggi sul mercato.

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