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Paola: in memoria di Luciano Granato l’iniziativa “Non siate buoni, siate tuoni”. L’invito di Brunori

Tirreno

Paola: in memoria di Luciano Granato l’iniziativa “Non siate buoni, siate tuoni”. L’invito di Brunori

Il 22 maggio allo stadio Tarsitano un incontro pubblico in memoria del 15enne scomparso. L’invito di Brunori: “trasformare il dolore in responsabilità collettiva e dare voce ai giovani”

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Luciano Granato - Brunori

PAOLA (CS) – L’iniziativa è promossa in memoria di Luciano Granato, 15enne recentemente scomparso a seguito di un tragico gesto estremo, e vuole diventare un momento di riflessione condivisa sul disagio giovanile. Venerdì 22 maggio, dalle 9.30, allo stadio Tarsitano di Paola, un incontro pubblico pensato per trasformare il dolore in responsabilità collettiva e creare un canale di ascolto tra giovani e adulti.

La scomparsa di Luciano Granato, il messaggio di Brunori

A sostenere l’iniziativa è anche il cantautore cosentino Dario Brunori, che attraverso un videomessaggio ha invitato la cittadinanza a partecipare: “far in modo che un evento luttuoso, un evento inaccettabile come questo, possa trasformarsi in qualcosa di bello”, ha spiegato l’artista, sottolineando la necessità di non lasciare che il dolore resti senza voce.

“Non siate buoni, siate tuoni”

Il titolo scelto per la giornata è già un messaggio forte: “Non siate buoni, siate tuoni”. La frase riprende le parole pronunciate da monsignor Checchinato durante le esequie del ragazzo e diventa il punto di partenza per una riflessione pubblica sulle fragilità spesso invisibili dei più giovani. Proprio Brunori richiama il linguaggio musicale per spiegare il valore dell’iniziativa: “Nella musica esiste il blues che trasforma il dolore, anche il dolore più forte in un canto melodioso e liberatorio”.

Luciano Granato Non siate Buoni siate Tuoni

Per il cantautore, la parola e la condivisione rappresentano una possibile via d’uscita dalla solitudine e dal silenzio che spesso accompagnano la sofferenza. Un messaggio rivolto soprattutto ai ragazzi del territorio, invitati a non vivere il disagio in isolamento. “Non siate silenziosi, obbedienti, non tenetevi tutto dentro, ma anzi esprimetevi”, è l’esortazione finale di Brunori, che invita a leggere il motto dell’evento non come rifiuto delle regole, ma come rifiuto dell’obbedienza passiva al proprio malessere.

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