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Sicurezza in agricoltura: oltre 130 morti l’anno. Federacma rilancia il piano da 350 milioni per rinnovare i trattori

Italia

I NUMERI

Sicurezza in agricoltura: oltre 130 morti l’anno. Federacma rilancia il piano da 350 milioni per rinnovare i trattori

Quasi tre decessi su quattro avvengono per ribaltamento o schiacciamento dei mezzi obsoleti. Confronto con istituzioni, INAIL, INPS e filiera per sbloccare le revisioni e finanziare rottamazione e ammodernamento

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ROMA – Il settore dell’agricoltura italiano continua a pagare un tributo di vite umane estremamente alto, con una media di oltre 130 decessi all’anno. A fare la drammatica differenza è l’anzianità dei mezzi meccanici: quasi tre morti su quattro sono infatti riconducibili al ribaltamento o allo schiacciamento dei trattori.

Il quadro emerge dalla relazione presentata al CNEL (Consiglio Nazionale dell’Economia e del Lavoro) da Federacma, la Federazione Confcommercio delle associazioni dei servizi e commercio macchine agricole, che ha colto l’occasione per rilanciare un piano strutturale di messa in sicurezza del comparto.

trattore incidente Rocca di Neto

Trattori e sicurezza sul lavoro: i numeri

I dati elaborati dal Centro Studi di Federacma per il periodo 2023-2026 registrano una media annuale di 132 decessi sul lavoro nei campi, di cui circa 97 provocati dalla mancanza o dall’inadeguatezza dei sistemi di protezione sui mezzi agricoli. In Italia il parco circolante conta circa 2,15 milioni di trattori, ma la fotografia dello stato di manutenzione è allarmante: circa 1,2 milioni di veicoli sono privi di cinture di sicurezza integrate e 670 mila non dispongono di strutture anti-ribaltamento (ROPS).

A fronte di circa 20 mila nuove immatricolazioni all’anno, la rottamazione procede a rilento, con appena 500-1.000 vecchi mezzi eliminati definitivamente ogni dodici mesi. Per invertire questa tendenza, Federacma propone una strategia quinquennale articolata su due pilastri finanziari: 350 milioni di euro complessivi (70 milioni l’anno dal 2027 al 2031) destinati alla rottamazione dei mezzi più obsoleti, affiancati da 25 milioni di euro all’anno per l’adeguamento e l’ammodernamento dei trattori ancora recuperabili.

Come sottolineato dal presidente di Federacma, Andrea Borio, e dal vicepresidente del CNEL, Claudio Risso, la sicurezza richiede un approccio integrato che combini rinnovo dei macchinari, sostenibilità economica per le imprese, controlli e formazione lungo tutta la filiera, garantendo tutela anche alle piccole realtà lavorative delle aree interne.

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Una rete qualificata di officine sul territorio

Il piano punta inoltre sulla crescita di una rete qualificata di officine sul territorio. Grazie alla collaborazione con INAIL, oltre 300 tecnici appartenenti a circa 200 aziende hanno già completato i percorsi formativi, con l’obiettivo di raggiungere quota 500 officine certificate per gli interventi di manutenzione e adeguamento.

Nel corso dell’incontro al CNEL, che ha visto la partecipazione dei vertici di INPS, INAIL e delle principali organizzazioni agricole e della meccanizzazione (tra cui CIA, Confagricoltura, Copagri, Legacoop, AGCI, FederUnacoma, CAI Agromec e UNCAI), è emersa la piena disponibilità a valutare l’impatto economico e sociale degli infortuni sul lavoro.

In conclusione, Federacma ha sollecitato l’immediata e reale operatività del sistema delle revisioni delle macchine agricole. La richiesta rivolta al Governo prevede il completamento del quadro attuativo, un periodo transitorio per preparare ispettori e officine e l’istituzione di un tavolo permanente di coordinamento tra MASAF, Ministero del Lavoro, MIT, INAIL e ISMEA per evitare che la sicurezza si riduca a un mero adempimento burocratico.

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