Area Urbana
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Sicurezza sul lavoro, Cosenza e ANMIL unite per la 76ª Giornata Nazionale: firmato Protocollo d’Intesa
Cosenza celebra la 76ª Giornata Nazionale per le Vittime degli Incidenti sul Lavoro. Il sindaco Franz Caruso e ANMIL siglano un intesa triennale per la sicurezza.

COSENZA – Una giornata di memoria, ma soprattutto di impegno concreto per fermare la drammatica scia di infortuni e morti bianche. Anche la città di Cosenza ha celebrato oggi la 76ª Giornata Nazionale per le Vittime degli Incidenti sul Lavoro, promossa dall’ANMIL (Associazione Nazionale fra Lavoratori Mutilati e Invalidi del Lavoro). L’evento, svolto in contemporanea con le sedi ANMIL di tutta Italia e legato quest’anno alla manifestazione nazionale di Longarone, ha visto l’amministrazione comunale guidata dal sindaco Franz Caruso schierarsi in prima linea al fianco dei vertici dell’associazione per riaffermare con forza la cultura della prevenzione e della tutela sui luoghi di lavoro.
Dalla corona d’alloro a Palazzo dei Bruzi: la doppia cerimonia a Cosenza
La mattinata si è aperta in Piazza Zumbini con una solenne cerimonia di deposizione di una corona di alloro al Monumento ai Caduti sul lavoro, alla presenza del primo cittadino Franz Caruso, del Presidente Regionale ANMIL Luigi Cuomo e del Presidente della Sezione Territoriale di Cosenza Antonio Domma. Successivamente, i partecipanti si sono trasferiti nel Salone di Rappresentanza di Palazzo dei Bruzi per un momento di confronto istituzionale, alla presenza anche di Chiara Gigliotti, vicaria in rappresentanza della direttrice della sede INAIL di Cosenza, Alessandra Baffa Trasci.

L’allarme del sindaco Franz Caruso: «Basta bollettini di guerra, servono regole e controlli»
Durante il suo intervento a Palazzo dei Bruzi, il sindaco Franz Caruso ha espresso forte preoccupazione per la continuità con cui si registrano tragici eventi nei cantieri e nelle aziende italiane:
«Quando siamo stati a Piazza Zumbini per la deposizione della corona d’alloro ho visto che il monumento è stato inaugurato nel 1974, ben 52 anni fa, e mi sono chiesto cosa sia cambiato. È cambiata la normativa, oggi molto più stringente e attenta. Ma se si legge la cronaca ci troviamo di fronte a un vero e proprio bollettino di guerra. Bisogna intervenire e pretendere che sui luoghi di lavoro si applichino e si osservino le regole».
Il primo cittadino ha sottolineato la responsabilità condivisa tra imprese e lavoratori, evidenziando il ruolo primario della formazione e del rispetto dei dispositivi di protezione, richiamando l’articolo 1 della Costituzione: «La nostra è una Repubblica fondata sul lavoro, ma il lavoro deve essere dignitoso e sicuro. Chi esce per portare il pane a casa deve avere la certezza di poter fare ritorno dalla propria famiglia. Come Amministrazione abbiamo dato il buon esempio, evacuando Palazzo Ferrari perché privo dei requisiti di sicurezza e trasferendo il personale a Palazzo dei Bruzi e al Complesso dei Due Fiumi».
Sicurezza sul lavoro siglato il Protocollo d’Intesa triennale
A coronamento della giornata, il sindaco Franz Caruso e il presidente territoriale ANMIL Antonio Domma hanno firmato un Protocollo d’Intesa della durata di tre anni. L’accordo stabilisce una stretta collaborazione istituzionale mirata alla promozione della cultura della sicurezza con l’attuazione di campagne di sensibilizzazione ed educazione alla prevenzione, con progetti dedicati anche nelle scuole e nelle aziende del territorio, il supporto e il reinserimento professionale per gli invalidi del lavoro con assistenza ai familiari delle vittime. Infine, azioni congiunte sul territorio per garantire ascolto e supporto alle persone colpite da infortuni o malattie professionali. Al termine della firma, l’ANMIL ha consegnato una targa di riconoscimento al sindaco Caruso per la costante vicinanza dimostrata all’associazione.

La proposta dell’ANMIL: «Istituire la Procura Nazionale del Lavoro»
Nel corso del suo discorso introduttivo, il presidente territoriale Antonio Domma, ripercorrendo gli 83 anni di storia dell’ANMIL, ha ribadito che l’associazione non intende arrendersi di fronte all’accettazione passiva degli incidenti sul lavoro: «Non dobbiamo abituarci alle morti sul lavoro né all’idea che la salute o la vita possano essere il prezzo da pagare per un impiego. Per questo chiediamo con forza l’istituzione di una Procura Nazionale del Lavoro, in grado di condurre indagini più rapide e specializzate, unitamente all’introduzione della fattispecie autonoma del reato di omicidio sul lavoro».



















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