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La Sila svela il suo tesoro nascosto: Congi racconta la straordinaria biodiversità di “Un bosco che canta”

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TUTELA E RISPETTO

La Sila svela il suo tesoro nascosto: Congi racconta la straordinaria biodiversità di “Un bosco che canta”

Tre anni di ricerca nei Giganti della Sila hanno permesso di censire 60 specie di uccelli nidificanti, 51 delle quali accertate. Gianluca Congi racconta in radio lo studio che fotografa la straordinaria biodiversità della Riserva

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congi bosco che canta

SPEZZANO DELLA SILA (CS) – Gianluca Congi è un grande appassionato di natura e di ornitologia; intervistato nella trasmissione “Fatti Vivi” su Rlb, ha spiegato il significato del progetto “Un bosco che canta” e il valore naturalistico di un ambiente caratterizzato da alberi secolari, alcuni dei quali hanno oltre 350-400 anni.

Congi, tre anni tra i Giganti per ascoltare il canto del bosco

Sessanta specie di uccelli nidificanti censite in appena 21 ettari di territorio, comprendendo la Riserva dei Giganti della Sila e le aree circostanti. È il risultato dello studio ornitologico “Un bosco che canta”, condotto tra il 2023 e il 2025 da Gianluca Congi, vicepresidente della Società Ornitologica Italiana e coordinatore del Gruppo Locale di Conservazione LIPU Sila, insieme a Tommaso Talerico del FAI e membro dello stesso gruppo.

congi bosco che canta 02

Nel corso delle ricerche sono stati raccolti e archiviati 1.230 dati, arrivando alla prima check-list degli uccelli nidificanti nella Riserva e nelle zone contigue. Delle 60 specie individuate, 51 sono risultate nidificanti certe e il 40% presenta un interesse conservazionistico a livello nazionale ed europeo. Un risultato particolarmente significativo se si considera che la Riserva dei Giganti occupa circa sei ettari, un piccolo frammento rispetto ai circa 150 mila ettari dell’altopiano silano.

ASCOLTA L’INTERVISTA

«Lo studio “Un bosco che canta” già restituisce con la stessa frase la valenza di questa riserva spettacolare, uno dei luoghi naturali più iconici non solo della Calabria, ma direi del Mediterraneo, che è la riserva fai i giganti della Sila». E proprio la presenza degli alberi monumentali sembra offrire condizioni favorevoli all’avifauna, nonostante l’area sia visitata ogni anno da circa 40 mila persone.

congi bosco che canta 03

«E’ la testimonianza che la convivenza tra uomo e natura è possibile quando questa sia rispettosa», ha sottolineato Congi. Tra le specie più significative rilevate c’è il Picchio nero, il più grande picchio europeo e una vera “specie ombrello” per l’ecosistema forestale. «Il Picchio Nero è formidabile, è il picchio più grande d’Europa», ha spiegato l’ornitologo, ricordando come la Calabria rappresenti il limite meridionale europeo per la nidificazione della specie. Rilevante anche la presenza della Balia dal collare, migratrice transahariana che raggiunge la Sila in primavera per riprodursi nei boschi meglio conservati.

Una ricerca fatta… ascoltando il canto

Il censimento è stato realizzato attraverso diverse tecniche di monitoraggio. I ricercatori hanno effettuato punti di ascolto, transetti e osservazioni fisse dedicate soprattutto ai rapaci, lavorando prevalentemente nelle prime ore del mattino, quando l’attività degli uccelli è maggiore, ma anche durante le ore serali, crepuscolari e notturne. L’obiettivo è stato quello di ottenere un quadro il più completo possibile dell’avifauna presente nell’area.

airone rosso congi

Per Congi, però, il valore della ricerca va oltre i numeri: «perché noi siamo solo degli ospiti non siamo i padroni e come tali ci dobbiamo rapportare con tutto quello che ci circonda». Un messaggio che accompagna i risultati dello studio “Un bosco che canta” e che richiama alla necessità di conoscere, rispettare e tutelare un patrimonio naturale che continua a restituire dati sorprendenti. Tra le nuove evidenze citate nell’intervista, anche la prima riproduzione accertata in Sila dell’airone rosso, con tre coppie nidificanti, a quote considerate tra le più elevate d’Italia e tra le più meridionali della penisola.

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