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Slot truccate a Cosenza «Bene il pugno duro. Servono regole chiare e tecnologia per fermare l’illegalità»

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EGP FIPE

Slot truccate a Cosenza «Bene il pugno duro. Servono regole chiare e tecnologia per fermare l’illegalità»

Dopo l’operazione che ha portato al sequestro di slot manomesse e scoperta un’evasione milionaria, l’associazione degli esercenti del gioco legale chiede regole più chiare e innovazione tecnologica per prevenire frodi e tutelare i consumatori

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Slot truccate Cosenza

COSENZA – Slot truccate a Cosenza ed evasione milionaria. Sul caso interviene l’organizzazione di categoria degli esercenti attivi nei giochi regolamentati facente parte di Confcommercio. «Sosteniamo con forza ogni azione di contrasto al gioco illegale e, con ancora più convinzione, quelle contro il gioco illegale camuffato da legale». È la posizione espressa da EGP FIPE in merito all’operazione condotta dall’ Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, dalla Procura della Repubblica di Cosenza e dall’ Arma dei Carabinieri che ha portato al sequestro di apparecchi da intrattenimento manomessi.

Slot truccate a Cosenza: presunta evasione da 50 milioni

L’operazione, che ha coinvolto un imprenditore cosentino ed ha interessato decine locali con slot a Cosenza e provincia, ha fatto emergere dove un meccanismo sofisticato di “doppie schede” inserite in slot machine che avrebbe consentito di sottrarre allo Stato oltre 50 milioni di euro. Gli inquirenti hanno ritenuto ipotizzabile il reato di peculato in ordine alle somme di denaro relative al prelievo unico erariale (PREU) sulle somme riscosse per le giocate

Lacune nel quadro normativo che impone cambiamenti

«Chiediamo sanzioni e provvedimenti esemplari contro chi truffa lo Stato, mette a rischio la salute dei consumatori e danneggia gravemente la reputazione di un comparto che,  nella stragrande maggioranza, è portato avanti da imprenditori seri e onesti. Questa posizione deve essere assolutamente chiara. Tuttavia, continua il presidente Emmanuele Cangianelli, non possiamo evitare di sottolineare che episodi come quello avvenuto a Cosenza mettono in evidenza le lacune di un quadro normativo che rischia di lasciare troppi spazi a iniziative criminali molto pericolose». Secondo Cangianelli, due sono gli assi su cui agire con urgenza: il riordino normativo del settore e l’adozione massiccia di tecnologie avanzate.

Tecnologia e innovazione come strumenti di tutela

«Si conferma, dunque, l’urgenza di un riordino che abbia tra i suoi pilastri la modernizzazione tecnologica dell’offerta di gioco legale nei punti vendita, a partire dagli apparecchi – afferma Cangianelli. L’innovazione rappresenta sicuramente la chiave per mettere al riparo il settore e tutelare realmente i consumatori. Esistono già tecnologie avanzate in grado di rendere i terminali di gioco completamente inalterabili, prevenendo le frodi e l’evasione fiscale: vanno solo implementate».

Il presidente sottolinea inoltre come la tecnologia possa giocare un ruolo cruciale nell’individuazione immediata di comportamenti patologici a rischio, nella garanzia dell’effettivo divieto di gioco ai minori e nel rafforzamento degli strumenti di autocontrollo, come il registro unico degli autoesclusi.

Un appello alle istituzioni

«Invitiamo quindi le Istituzioni a cogliere questo ulteriore, spiacevole episodio di criminalità come uno stimolo decisivo per accelerare finalmente il processo di riordino del settore che chiediamo a gran voce ormai da anni. Non è più possibile perdere tempo  – conclude Cangianelli: dobbiamo cambiare passo per tutelare la legalità e, di conseguenza, anche la salute dei consumatori, adeguandoci ai migliori standard tecnologici internazionali».

 

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