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Il sogno, il talento e la matita di Ida Corti che anima i cartoni: da Cosenza alla serie di Zerocalcare

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L'INTERVISTA

Il sogno, il talento e la matita di Ida Corti che anima i cartoni: da Cosenza alla serie di Zerocalcare

Dalla formazione al liceo Scientifico G.B. Scorza di Cosenza fino ai grandi progetti per Rai e Netflix. L’animatrice 2D e illustratrice Ida Corti racconta il suo percorso tra passione, formazione e il sogno di dedicarsi ai libri per bambini

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Ida Corti animatrice 2D e illustrarice cosenza

COSENZA – Da Cosenza alla Toscana, fino ai grandi progetti per Rai e Netflix. L’animatrice 2D e illustratrice Ida Corti, racconta il suo percorso professionale, il lavoro dietro le serie animate di successo e le sfide di un settore in continua evoluzione. Dopo il diploma al liceo Scientifico, Ida Corti, ha deciso di trasformare la sua passione in una professione, trasferendosi a Firenze, dove ha studiato arti digitali alla Nemo Academy. Oggi lavora come animatrice cut-out per Doghead Animation, collaborando a produzioni di rilievo come Topo Gigio, le serie di Zerocalcare (“Due spicci” e “Questo mondo non mi renderà cattivo”) e Mortina, per Rai e Netflix, e Tiger Aspect.

lavori ida corti

Parallelamente porta avanti l’attività di illustratrice freelance, realizzando illustrazioni per libri per bambini, etichette di birra e tanti progetti grafici. Il suo obiettivo è diventare illustratrice a tempo pieno per l’editoria per l’infanzia. Tra i riconoscimenti ottenuti spicca anche il secondo premio al concorsoSensuability“, dedicato alla sensibilizzazione sulla sensualità delle persone con disabilità motorie.

Ida Corti animatrice 2D e illustrarice cosenza 05

Ida Corti e l’arte dell’animazione

Intervistata da RLB nella trasmissione Fatti Vivi, Ida Corti ha spiegato in cosa consiste il suo lavoro: “sono un’animatrice 2D e mi occupo di muovere i disegni inanimati e creare le scene che compongono i cartoni animati. Esistono varie tecniche; io nel lavoro uso la cut-out, un burattino digitale per creare questa ‘illusion of life’ (così la chiamano sui libri di animazione)”.

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Ripercorrendo le tappe della sua crescita professionale, Ida Corti racconta: “dopo il liceo, ho capito che la mia strada non sarebbe stata dietro i libri, bensì con la matita in mano, quindi grazie ai miei genitori, sono partita a 18 anni a Firenze, ho fatto tre anni di accademia e dopo la fine di questo percorso, per qualche mese ho brancolato nel buio. Poi ho trovato un corso di formazione professionale di Doghead a Pisa, e da quel momento lavoro con loro ormai da 4 anni qui in Toscana”.

Ida Corti animatrice 2D e illustrarice cosenza 04

Tra i lavori che considera più significativi cita senza esitazioni: “sicuramente “Topo Gigio – stagione 2″ perchè è stato il primo. Per la qualità e tipo di progetto invece, sicuramente le ultime due stagioni di Zerocalcare a cui ho partecipato”.

Ida Corti, anche la sua matita dietro le serie di successo

L’esperienza maturata nelle produzioni dedicate a Zerocalcare ha rappresentato uno dei momenti più importanti della sua carriera. Un lavoro che, spiega, richiede il contributo di centinaia di professionisti e una notevole capacità di adattamento ai ritmi produttivi: “sono stati due progetti enormi, perchè per avere una qualità visiva così, una storia articolata, e mille battute, servono tantissime mani. Il pubblico non percepisce quante risorse e quanto impegno ci siano per fare anche solo una scena da 4 secondi. Di certo, sono progetti che formano tantissimo perchè rendono più sciolti, sia per i ritmi della produzione, sia per i tipi di animazioni da fare”.

Ida Corti animatrice 2D e illustrarice cosenza 02

Pur avendo scelto di costruire la propria carriera in Italia, Ida Corti ha avuto modo di confrontarsi anche con produzioni internazionali grazie ai clienti esteri di Doghead: “ho voluto investire il mio tempo e risorse rimanendo qui in Italia, sempre con Doghead. Ma questa azienda in quanto service, ha preso in carico molti progetti da clienti esteri, quindi è capitato che indirettamente lavorassi per l’Inghilterra. L’organizzazione è sempre la stessa ma l’approccio artistico dei registi esteri varia da produzione a produzione. In questi casi siamo fluidi e ci adattiamo in qualche mese ai ritmi del cliente”.

Le sfide del settore e i consigli ai giovani

L’animatrice cosentina sottolinea come il comparto dell’animazione italiana stia vivendo una fase positiva grazie alla crescente diffusione delle produzioni sulle piattaforme internazionali, pur evidenziando alcune criticità ancora presenti: “purtroppo in Italia, come in molti ambiti artistici, non c’è una grande conoscenza sul mercato o sulle figure professionali che compongono il settore. Questo porta a non avere un inquadramento specifico per ognuna di queste figure, ci sono delle lacune che cambiano piano piano. Molti di noi sono a partita Iva ad esempio, perchè inquadrati come liberi professionisti, ma magari abbiamo solo un cliente all’anno”.

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Sulle difficoltà di costruire una carriera stabile aggiunge: “se riesci con le tue capacità, molta perseveranza, e un po’ di fortuna anche, riesci ad entrare in questo settore. La principale criticità per quanto mi riguarda è che io mi sono dovuta spostare in Toscana dalla Calabria per poter intraprendere un percorso di questo tipo. Purtroppo per fare la gavetta l’unico modo è spostarsi, ed essendo un libero professionista, il lavoro non è costante. La cosa importante è darsi il giusto valore, piano piano alzare sempre l’asticella e diventare un professionista”.

Un messaggio ai ragazzi «studiare tanto, artisti sì ma con passione»

Infine, un messaggio rivolto ai giovani che sognano di intraprendere la sua stessa strada: “Il consiglio che darei è di guardare tanto anche su internet come si diventa animatori, di confrontarsi con le persone che hanno la stessa passione, che hanno già intrapreso questo percorso. Non partire senza portfolio, partire preparati, studiare tanto. Saper parlare con le persone e sapersi proporre per quello che siamo, artisti con una passione: questa è la più forte capacità che un artista dovrebbe avere. E ovviamente la pratica nel disegno e la curiosità nell’usare vari software per creare in digitale”.

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