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Sorpasso storico del Sud: cresce più del Nord per il 4° anno consecutivo, Calabria sopra la media nazionale

Italia

DATI SVIMEZ

Sorpasso storico del Sud: cresce più del Nord per il 4° anno consecutivo, Calabria sopra la media nazionale

I dati Svimez certificano una tendenza che non si vedeva dai tempi del boom economico. La Calabria registra una crescita dello 0,8%, mentre Bankitalia stima un Pil regionale al +1,1% nel 2025 e un balzo dell’export del 10,8%

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svimez sud calabria

ROMA – Per il quarto anno consecutivo il Sud cresce più del Centro-Nord e spicca la Calabria. È quanto emerge dai dati diffusi da Svimez, che fotografano un 2025 positivo per le regioni meridionali, con un aumento del Pil dello 0,7%, superiore allo 0,5% registrato nel resto del Paese. Un risultato che assume un valore storico. Secondo l’associazione, infatti, una crescita del Sud superiore alla media nazionale per quattro anni consecutivi non si registrava dai tempi del boom economico del dopoguerra. Il dato resta comunque inferiore a quello del 2024, quando il Pil del Mezzogiorno era cresciuto dell’1%.

Il Sud traina la crescita italiana, Calabria oltre la media italiana

Tra le regioni del Sud, la Calabria si distingue con una crescita dello 0,8%, superiore sia alla media nazionale sia a quella del Centro-Nord. Ancora più positivo il quadro delineato dalla Banca d’Italia nel suo rapporto annuale sull’economia regionale. Secondo l’istituto, nel 2025 il Pil calabrese è aumentato dell’1,1%, un valore superiore sia a quello registrato nel Mezzogiorno che alla media italiana. Un segnale incoraggiante per l’economia regionale, pur in un contesto internazionale caratterizzato da forti incertezze.

export sud

Export in forte crescita

Tra gli indicatori più significativi spicca il dato delle esportazioni. Nel 2025 l’export calabrese è cresciuto del 10,8%, in netta controtendenza rispetto al Mezzogiorno, che registra una flessione dell’1,2%, e ben al di sopra della media italiana, ferma al 3,3%. Il valore complessivo delle esportazioni ha superato il miliardo di euro.

Dal 2021 l’incidenza dell’export sul Pil regionale è passata dall’1,6% al 2,5%, pur restando ancora distante dai livelli nazionali, dove il rapporto raggiunge il 29%, e da quelli del Mezzogiorno, pari al 13%.

 

Gioia Tauro da record

A sostenere la crescita economica regionale contribuisce anche il porto di Gioia Tauro, che nel 2025 ha fatto registrare un nuovo primato. La movimentazione container ha raggiunto circa 4,5 milioni di Teu, con un incremento del 14% rispetto all’anno precedente. Un dato che conferma il ruolo strategico dello scalo calabrese, che da solo movimenta circa un terzo dell’intero traffico container nazionale.

Secondo Svimez, un ruolo decisivo nella crescita è stato svolto dagli investimenti, sostenuti prima dal Superbonus e successivamente dalle risorse del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza. Nel 2025 gli investimenti fissi lordi sono aumentati del 3,5%, consolidando una tendenza positiva avviata nel 2021.

Particolarmente significativa la crescita delle opere pubbliche: nel periodo 2022-2025 gli investimenti nel settore sono aumentati dell’88,3% nel Mezzogiorno e dell’87,8% nel Centro-Nord. Tra le regioni che hanno registrato gli incrementi più rilevanti figurano Calabria, Puglia, Toscana, Lazio, Friuli Venezia Giulia e Valle d’Aosta.

sud bankitalia calabria

Le incognite per il 2026

Non mancano tuttavia elementi di preoccupazione e Svimez evidenzia come l’Italia continui a crescere meno della media europea. Nel 2025 il Pil nazionale si è fermato a +0,5%, contro il +1,5% dell’Unione Europea. Anche Bankitalia invita alla prudenza. Le prospettive per il 2026, infatti, potrebbero risentire delle tensioni geopolitiche internazionali e in particolare del conflitto in Medio Oriente, che sta già influenzando negativamente la fiducia di famiglie e imprese.

Nonostante i risultati positivi, la Calabria continua a confrontarsi con alcune criticità strutturali. Il sistema produttivo regionale resta fortemente caratterizzato dalla presenza di micro e piccole imprese e presenta una capacità innovativa e brevettuale tra le più basse del Paese. Sfide che, secondo gli analisti, richiederanno interventi mirati per consolidare la crescita e trasformare gli attuali segnali positivi in uno sviluppo stabile e duraturo.

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