Calabria
Abolizione dei sottosegretari regionali: prosegue in Calabria la raccolta firme del centrosinistra
Prosegue in Calabria la raccolta firme a sostegno della proposta di legge di iniziativa popolare per l’abolizione della figura dei sottosegretari alla presidenza della giunta regionale

CATANZARO – Prosegue in Calabria la raccolta firme a sostegno della proposta di legge di iniziativa popolare per l’abolizione della figura dei sottosegretari alla presidenza della giunta regionale, reintrodotta nei mesi scorsi dalla maggioranza di centrodestra guidata dal presidente Roberto Occhiuto.
A fare il punto sull’iniziativa sono i capigruppo del centrosinistra in Consiglio regionale Enzo Bruno (Tridico presidente), Ernesto Alecci (Pd), Elisa Scutellà (M5s), Filomena Greco (Casa Riformista) e Francesco De Cicco (Democratici progressisti meridionalisti), che parlano di una mobilitazione in costante crescita e di un interesse diffuso da parte dei cittadini.

Sottosegretari alla presidenza della Regione Calabria: la battaglia delle firme
“Stiamo registrando attenzione, partecipazione e condivisione delle ragioni che ci hanno spinto a promuovere questa proposta di legge – affermano i consiglieri regionali -. Molti cittadini comprendono che questa battaglia non riguarda soltanto l’esistenza o meno di una figura istituzionale, ma il modo in cui vengono impiegate le risorse pubbliche e le priorità che una Regione deve darsi.
Abbiamo deciso di utilizzare tutti gli strumenti democratici e istituzionali disponibili per contrastare una norma che continuiamo a ritenere sbagliata. Da una parte abbiamo promosso la proposta di legge di iniziativa popolare e la raccolta firme; dall’altra stiamo sostenendo il percorso di impugnazione della legge affinché possa essere garantita ai cittadini calabresi la possibilità di esprimersi direttamente attraverso un referendum”.

Secondo i rappresentanti del centrosinistra, la reintroduzione dei sottosegretari determina un costo aggiuntivo per le casse regionali che non trova alcuna giustificazione rispetto alle esigenze reali della Calabria.
“Parliamo di una spesa che supera i 340 mila euro annui tra indennità e costi connessi agli incarichi. In una regione che continua a fare i conti con le difficoltà della sanità pubblica, con le liste d’attesa, con le carenze nei servizi sociali, con il problema dello spopolamento e con le fragilità delle aree interne, riteniamo che ogni euro debba essere destinato a migliorare la qualità della vita dei cittadini e non ad aumentare i livelli della rappresentanza politica”, concludono.




















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