Calabria
Sottosegretari, il Tar boccia il ricorso della Regione. Occhiuto all’opposizione: «Se pensate di vincere così, rimarrete delusi»
Il presidente della Regione Calabria commenta la decisione del Tar sul referendum relativo alla riforma dello Statuto e difende il ruolo dell’unico sottosegretario nominato: «È stato determinante per far uscire la Calabria dal commissariamento della sanità»

CATANZARO – Il Tribunale amministrativo regionale per la Calabria ha dichiarato inammissibile “per difetto relativo di giurisdizione” il ricorso della Regione Calabria sulla questione dei sottosegretari contro l’Ufficio centrale regionale per il Referendum presso la Corte di Appello di Catanzaro, che, accogliendo la richiesta di sette consiglieri regionali, aveva dato il via libera allo svolgimento del referendum per confermare le modifiche allo Statuto regionale.
Sottosegretari, è polemica. Occhiuto all’opposizione: “Non vincerete così”
“Questo è un tema che non mi appassiona. Su cosa fare si determinerà l’avvocatura regionale, vedremo. Mi interessa di più capire come risolvere, affrontare problemi, tentare di risolverli e soprattutto costruire condizioni di sviluppo per la Regione. Poi, se l’opposizione pensa che queste siano le cose attraverso le quali possono vincere le prossime elezioni in Calabria, io penso che rimarranno un po’ delusi”.
Lo ha detto, parlando con i giornalisti, il presidente della Regione Calabria Roberto Occhiuto, sulla sentenza del Tar Calabria che ha dichiarato inammissibile il ricorso della Regione Calabria sul referendum riguardante le modifiche allo Statuto regionale che hanno introdotto la figura dei sottosegretari.
“Io dico solo – ha aggiunto – che l’unico sottosegretario che avevo nominato è quello che ci ha fatto uscire dal commissariamento della sanità. È stato quello che ha seguito questo dossier. A volte penso che le cose si fanno e si fanno per i partiti. Questo era un vice avvocato generale dello Stato che è stato molto utile su più dossier che ho seguito con il governo e con le strutture del governo nazionale”.



















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