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Sparatoria di Santo Stefano a Montalto: la Corte d’Appello conferma la condanna per Prezio

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Sparatoria di Santo Stefano a Montalto: la Corte d’Appello conferma la condanna per Prezio

I giudici di Catanzaro confermano i 6 anni e 4 mesi di reclusione per l’aggressione avvenuta il 26 dicembre 2024 a Montalto. La vittima, Feza Haki, assistita dall’avvocato Franco Napolitano del Foro di Cosenza, ottiene anche il diritto al risarcimento dei danni

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CATANZARO – Trova conferma in secondo grado, la sentenza legata al tentato omicidio avvenuto nel giorno di Santo Stefano a Montalto Uffugo. La prima sezione penale della Corte d’Appello di Catanzaro, presieduta dal dott. Ippolita Luzzo (a latere i consiglieri Pietro Scuteri e Michele Ciociola), ha confermato la sentenza pronunciata il 16 settembre 2025 dal GIP presso il Tribunale di Cosenza nei confronti di Prezio Tonino.

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Sparatoria di Santo Stefano a Montalto nel giorno di Santo Stefano

I fatti risalgono al 26 dicembre 2024, quando all’interno di una sala giochi di Montalto Uffugo si consumò il tentato omicidio di Feza Haki, di nazionalità albanese. L’uomo, rimase ferito da alcuni colpi di pistola esplosi a distanza ravvicinata. Per quel grave episodio, l’imputato Prezio Tonino era stato condannato in primo grado alla pena di 6 anni e 4 mesi di reclusione.

Con il provvedimento depositato all’udienza del 25 maggio 2026, i giudici di secondo grado hanno rigettato l’appello proposto dalla difesa di Prezio, confermando l’impianto accusatorio, la rilevante pena detentiva e le statuizioni civili. L’imputato è stato infatti condannato al risarcimento dei danni in favore della vittima, la cui quantificazione definitiva avverrà in separata sede civile.

La refusione delle spese legali sostenute dalla parte civile nel corso del giudizio d’appello, liquidate dalla Corte in complessivi euro 1.400,00 oltre agli accessori di legge.

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La persona offesa, Feza Haki, si è costituita parte civile nel processo ed è rappresentato e difeso dall’avvocato Franco Napolitano del Foro di Cosenza, il quale ha espresso soddisfazione per la decisione della Corte, che ha ribadito la piena responsabilità penale dell’imputato. I giudici d’appello si sono riservati un termine di 90 giorni per il deposito delle motivazioni della sentenza, disponendo contestualmente la sospensione dei termini di custodia cautelare per lo stesso periodo.

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