Area Urbana
Sportello ATM nel centro storico di Cosenza e l’ex Istituto Cannosiano. Le richieste del Comitato Piazza Spirito Santo
Dallo stallo per lo sportello bancomat ai canoni d’affitto proibitivi per il Conservatorio nell’ex istituto Cannosiano. Il Comitato Piazza Spirito Santo parla di immobilismo e il fallimento dei progetti di sviluppo economico

COSENZA – Il centro storico di Cosenza continua a lottare contro l’abbandono e l’inerzia istituzionale. Il Comitato Spontaneo Piazza Spirito Santo torna a far sentire la propria voce, denunciando una serie di promesse non mantenute e opportunità mancate che stanno soffocando il centro storico. Al centro della polemica ci sono due nodi cruciali già finiti al centro dell’attenzione da parte del Comitato: la mancanza di servizi bancari, il degrado degli immobili scolastici e una gestione politica definita “priva di amore” per la parte vecchia della città.
Centro storico di Cosenza: lo sportello bancomat
Uno dei problemi più sentiti dai residenti, in particolare dagli anziani, è l’assenza di un punto di prelievo dopo la chiusura dell’ufficio postale. Sebbene la BCC abbia manifestato la disponibilità ad aprire uno sportello, la trattativa si è arenata su questioni economiche. “La banca chiede locali in comodato d’uso gratuito,” spiega il Comitato. “Riteniamo che un istituto bancario possa sostenere un piccolo canone di locazione per garantire un servizio a una comunità fragile che vive in condizioni di costante difficoltà“.
Immobili abbandonati: l’ex Istituto Canossiano
Non va meglio sul fronte del recupero edilizio. L’ex Istituto Serra in via Donato Bendicenti rimane un simbolo di degrado urbano, nonostante i solleciti inviati all’Amministrazione Provinciale nei mesi scorsi. Ancor più complessa la vicenda dell’ex Istituto Cannosiano. L’idea era ambiziosa e strategica: trasferire parte delle attività del Conservatorio “Giacomantonio” nel centro storico per generare movimento di studenti e indotto economico. Tuttavia, la richiesta della Provincia di un canone di circa 44 mila euro (per il solo periodo gennaio-giugno), oltre alle utenze, ha di fatto bloccato l’operazione.
I punti critici della gestione provinciale
Secondo il Comitato, la situazione attuale è il risultato di un decennio di disattenzioni, di mancanza di visione visto che nessun intervento concreto di rilancio negli ultimi 10 anni. Poi c’è il nodo delle barriere burocratiche e il degrado persistente: Immobili storici lasciati all’abbandono senza piani di recupero.
Con la fine del mandato amministrativo alle porte, il timore è che il centro storico resti ancora una volta ai margini dell’agenda politica. “Temiamo che non resterà alcun segnale tangibile,” conclude la nota del Comitato. “Continueremo a batterci affinché il cuore antico torni a essere un luogo vivo e attrattivo, sostenuto da scelte amministrative coraggiose.”




















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