Ionio
Statale 106, svolta attesa da decenni: lavori al via entro l’estate e cantieri per 4-5 anni
Coserie–Corigliano Ovest, Anas conferma le tempistiche per la Statale 106. Scutellà (M5S): “Vigileremo su iter, sicurezza e ricadute occupazionali per il territorio”

REGGIO CALABRIA – L’avvio dei lavori sulla Strada Statale 106, una delle arterie più pericolose d’Italia e simbolo dei ritardi infrastrutturali calabresi, potrebbe finalmente diventare realtà entro l’estate. A confermarlo è Anas, nel corso dell’ultima Commissione Ambiente e Infrastrutture, svoltasi il 6 febbraio. A renderlo noto è la consigliera regionale e capogruppo del Movimento 5 Stelle, Elisa Scutellà, che parla di un passaggio fondamentale per la Sibaritide e per l’intera regione.
Le rassicurazioni di Anas sui tempi della Statale 106
«La Ss 106 è un’infrastruttura attesa da decenni e, purtroppo, tra le arterie più pericolose del Paese, con un tragico bilancio di vittime nel tempo», afferma Scutellà. «Per questo ogni passo verso il suo ammodernamento rappresenta una priorità assoluta per il territorio della Sibaritide e per l’intera Calabria».
Durante la Commissione, l’ingegner Mupo, responsabile Anas per la Calabria, ha fornito rassicurazioni precise: «Abbiamo ricevuto conferme circa il rispetto delle tempistiche per i lavori che interesseranno il tratto Ss 106 Coserie–Corigliano Ovest, il cui appalto integrato è stato aggiudicato a novembre scorso».

Cantieri entro l’estate e conclusione in 4-5 anni
Secondo quanto riferito, «i contratti verranno stipulati a breve» e «le opere dovrebbero concludersi entro 4-5 anni». Una prospettiva importante, sottolinea Scutellà, che però «richiede attenzione costante e un rigoroso monitoraggio». Accanto al rispetto dei tempi, la consigliera M5S pone l’accento sulle ricadute economiche e occupazionali: «È fondamentale che l’apertura dei cantieri rappresenti una vera occasione di sviluppo per il territorio».
«Non possiamo accettare – prosegue – che opere strategiche per la Sibaritide vengano realizzate senza ricadute occupazionali concrete per i cittadini che da anni pagano il prezzo dei ritardi infrastrutturali e dell’isolamento». Da qui la richiesta di «favorire il coinvolgimento delle professionalità locali» e, se necessario, di «prevedere percorsi di formazione mirata».
«Come opposizione – conclude Scutellà – vigileremo sull’iter amministrativo, sull’avvio effettivo dei lavori e sul rispetto degli impegni assunti, affinché questa infrastruttura sia un’opera utile, sicura e capace di generare lavoro e sviluppo reale per il territorio».


















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