Area Urbana
L'EDITORIALE
Stefanazzi e il difficile compito di rimettere in piedi il Pd Cosenza
Il commissario Claudio Stefanazzi dovrà affrontare le divisioni interne al Pd, lo strappo in Consiglio comunale e le tensioni in vista delle amministrative 2027

COSENZA – Il neo commissario, l’ennesimo di una lunga serie, della federazione cosentina del Pd , Claudio Stefanazzi, una volta insediatosi, avrà il suo bel da fare. E non soltanto per rimettere in moto un partito che da tempo appare inceppato, paralizzato dalle continue guerre interne e dalle camarille tra le due fazioni. Nella nota diffusa da Igor Taruffi, responsabile dell’Organizzazione nazionale del Partito Democratico, dopo l’assemblea dello scorso luglio che ha di fatto congelato il congresso provinciale per l’elezione del nuovo segretario, in seguito alle dimissioni di Matteo Lettieri, il mandato affidato al commissario è chiaro: mettere ordine nella situazione politico-organizzativa del partito.

Che, tradotto dal politichese, significa una cosa molto semplice: provare a fermare una guerra interna che da mesi vede contrapposte due componenti, incapaci finora di trovare un punto di incontro. Una contrapposizione che ha finito per paralizzare il partito e che ha avuto come conseguenza le dimissioni di Lettieri, eletto soltanto pochi mesi prima. Nella dichiarazione del responsabile dell’Organizzazione nazionale del Partito Democratico, Igor Taruffi, nell’annunciare la nomina del commissario però ci sono due passaggi che vanno interpretati.
Stefanazzi commissario. Ora è guerra alle correnti?
Stefanazzi, arriva a Cosenza per “capire” se esistono ancora le condizioni per ricostruire partito che pur nelle sue diversità riesca a lavorare sinergicamente oppure se le divisioni interne siano ormai diventate troppo profonde per essere ricomposte attraverso una semplice mediazione. E poi dovrà fare chiarezza a quegli assetti, a cui viene fatto riferimento, che si sono determinati all’interno del Consiglio comunale di Cosenza, con lo strappo dei tre consiglieri comunali più quella del presidente del Consiglio comunale, i quali hanno costituito un altro gruppo in contrapposizione a quello ufficiale del Partito Democratico.

Uno strappo maturato tra l’altro a pochi mesi dalle prossime elezioni amministrative a Cosenza. Una situazione che indebolisce la figura del sindaco Franz Caruso e quella dello stesso Partito Democratico che a Palazzo dei Bruzi è forza di maggioranza relativa. E quel “non poteva attendere oltre per avere risposte”, lascia presagire qualche provvedimento interno al Partito Democratico che dopo l’ennesimo commissariamento, rischia di trovarsi ancora una volta davanti al solito bivio: scegliere se continuare a contendersi il controllo del partito oppure provare a ricostruire un partito con una classe dirigente capace di confrontarsi al proprio interno senza trasformare ogni passaggio in uno scontro?
















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