Area Urbana
CANDIDATURE
Stefanazzi e Roma pronti a sacrificare Caruso per il campo largo
Stefanazzi parte con il piede sbagliato da commissario del PD di Cosenza mettendo in discussione la partecipazione democratica e sul potere decisionale del territorio

COSENZA – Claudio Stefanazzi comincia il suo mandato da commissario del PD di Cosenza con il piede sbagliato. Anzi, con tutti e due. Il commissario inviato da Roma ha già chiarito, usando un eufemismo, che fino alle primarie non si muoverà foglia. E che, quando arriverà il momento di affrontare il tema delle elezioni amministrative, “sarà Roma” a stabilire le regole del gioco e persino a indicare il nome del candidato sindaco.
Come se non bastasse, dalle sue dichiarazioni, seppure informali, emerge con chiarezza quella che sembra essere la vera priorità della segreteria nazionale: l’unità del campo progressista. Questo vuol dire se non c’è (e allo stato attuale non c’è) una unità di intenti tra AVS, M5S e PD, Franz Caruso non sarà ricandidato a sindaco.

Stefanazzi: “a Cosenza decide Roma”
Una doppia sconfitta per una parte del campo largo o campo progressista che attualmente lo sostiene perché la non ricandidatura di Franz Caruso, significherebbe anche una bocciatura per il suo operato e di conseguenza per la sua maggioranza (PD e M5S compresi). Tutto questo, come Roma vuole, per l’unità del campo largo, in vista delle imminenti primarie e cosa più importante in viste delle prossime elezioni politiche del 2027. Un’unità che non può diventare una parola magica da utilizzare per mettere a tacere il confronto, rinviando ogni decisione a una stanza romana.

Per cui, invece di valorizzare i propri iscritti, ascoltare i territori e costruire dal basso le proprie scelte, come viene sempre sbandierato nei congressi e nei convegni, ancora una volta sarà “chiesto” (leggasi imposto) di adeguarsi a decisioni prese altrove, offendendo e mortificando nuovamente una comunità, per garantire l’unità del centrosinistra, con la pretesa che il territorio rinunci alla propria autonomia decisionale. In tutto questo, gli elettori del PD (e non solo) cosa ne penseranno?


















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