Italia
Stop al Superbonus, allarme Ance: «25mila imprese rischiano il fallimento»

ROMA – Via libera del Consiglio dei ministri al decreto legge con ulteriori semplificazioni e una nuova governance per il Pnrr. Approvato anche il dl sulla cessione dei crediti dei bonus edilizi. Sui bonus edilizi, superbonus compreso, si volta completamente pagina. Per i nuovi interventi non sarà più possibile ricorrere alla cessione del credito o allo sconto in fattura. Inoltre si spegne sul nascere l’esperienza da poco avviata da alcuni enti pubblici di acquistare i crediti incagliati: non potranno più farlo.
E’ la maxi-stretta con cui il governo interviene sul tormentato dossier del superbonus, L’obiettivo è duplice, spiega il ministro dell’economia Giancarlo Giorgetti: “Risolvere il nodo dei crediti”, arrivati ormai a 110 miliardi, e “mettere in sicurezza i conti pubblici”. Una mossa che però viene mal digerita dal settore, con le imprese che lanciano l’allarme: così, va all’attacco l’Ance, il governo affossa famiglie e imprese. La mossa del governo, arrivata a sorpresa con un’integrazione all’ordine del giorno del cdm, è il decreto in materia di cessioni dei crediti di imposta relativi agli interventi fiscali. Due soli articoli, ma con misure d’impatto.
L’allarme dell’Ance sui crediti incagliati
«Se il Governo blocca l’acquisto dei crediti da parte degli enti pubblici, che si stanno facendo carico di risolvere un’emergenza sociale ed economica sottovalutata dalle amministrazioni centrali, senza aver individuato ancora una soluzione strutturale, migliaia di imprese rimarranno definitivamente senza liquidità e i cantieri si fermeranno del tutto con gravi conseguenze per la famiglie», spiega la presidente Ance, Federica Brancaccio, commentando le notizie di stampa secondo le quali l’Esecutivo starebbe per inserire nel decreto legge sul Pnrr una norma che di fatto bloccherebbe la facoltà degli enti pubblici di acquistare i crediti incagliati derivanti dai bonus edilizi.
Il Governo e lo stop all’acquisto crediti da parte delle Regioni
«Spero che si tratti di un errore. Non posso credere che il Governo pensi di fermare il processo di acquisto dei crediti da parte delle Regioni senza prima aver individuato una soluzione strutturale che eviti il tracollo», richiama la Brancaccio. «È da ottobre che aspettiamo di capire come si pensa di risolvere una situazione che è diventata drammatica: non ci rendiamo conto delle conseguenze devastanti sul piano economico sociale di una decisione del genere».
Bruno Bossio: “Occhiuto chied l’immediata revoca del decreto-beffa”
“Il blocco del superbonus da parte del Governo è una scelta irresponsabile. Lo stop alla cessione dei crediti genera forti danni sociali ed economici. Migliaia e migliaia di imprese vengono mandate sul lastrico e i loro lavoratori dipendenti rischiano il licenziamento”. Ad affermarlo è Enza Bruno Bossio, componente della direzione nazionale del Pd.
“L’intera filiera del settore delle costruzioni – prosegue – viene condotta in una crisi irreversibile. Non si possono cambiare le regole mentre la partita è già in corso, mettendo oltretutto in discussione diritti acquisiti. Questa giravolta, oltre a rendere poco credibile il Governo, alza il tasso di inaffidabilità della pubblica amministrazione, perché appare come una prova di quanto possano apparire carta straccia leggi approvate dal Parlamento e provvedimenti emanati dal Governo stesso. È auspicabile che sia la contrattazione con le parti sociali che le iniziative che necessariamente dovranno essere assunte nel Parlamento e ad ogni livello istituzionale, possano consentire l’immediato ripristino di misure che diano certezze e garanzie sul pregresso e possano ragionevolmente razionalizzare la programmazione futura”. “A questo fine – aggiunge Enza Bruno Bossio – sarebbe auspicabile che il presidente della Regione Calabria, Roberto Occhiuto, assuma una iniziativa affinché la Conferenza delle Regioni possa chiedere la immediata revoca del decreto-beffa approvato ieri dal Consiglio dei Ministri”.





















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