Area Urbana
Stop al riarmo, Cgil in piazza a Cosenza contro la “finanziaria di guerra” del Governo Meloni
Il presidio è promosso dalla Cgil per domani, sabato 28 febbraio alle 17 in Piazza XI Settembre: mobilitazione contro guerra, riarmo e “deriva autoritaria” in un contesto internazionale sempre più segnato da conflitti e tensioni

COSENZA – Presidio il 28 febbraio alle 17, in Piazza 11 Settembre, promosso dalla Cgil in un contesto internazionale sempre più segnato da conflitti e tensioni. Una manifestazione contro quella che viene definita la “finanziaria di guerra” del Governo guidato da Giorgia Meloni. Al centro dell’iniziativa, la denuncia delle politiche economiche e militari adottate a livello nazionale ed europeo.
Contro il riarmo, Cgil in piazza a 4 anni dall’invasione dell’Ucraina
A quattro anni dall’invasione dell’Ucraina, il sindacato Cgil sottolinea come il conflitto continui a rappresentare uno scontro tra interessi imperialisti contrapposti, con un bilancio umano definito drammatico: circa 1,8 milioni tra morti e feriti, tra civili e militari dei due schieramenti. In uno scenario di ridefinizione degli equilibri internazionali e di crescente competizione tra potenze, la dimensione economica si intreccerebbe sempre più con quella militare, moltiplicando gli scenari di guerra.

Riarmo europeo e spesa militare
Nel mirino anche il piano di riarmo dell’Unione Europea, stimato in 800 miliardi di euro, con l’aumento delle spese militari fino al 5% del Pil. Secondo la CGIL, una scelta che comporterebbe nuovo debito pubblico e politiche di austerità, con ricadute negative su welfare, lavoratori e settori popolari. Il sindacato lega queste dinamiche a una trasformazione più ampia dell’economia, sempre più orientata alla produzione militare, con il rischio di una società più militarizzata e governi più autoritari.
Palestina e scenari internazionali
Si fa riferimento anche al conflitto in Medio Oriente, parlando di genocidio in Palestina ad opera del governo israeliano e criticando il progetto di ricostruzione delineato nel cosiddetto “board of peace”, che renderebbe evidenti – secondo gli organizzatori – le complicità della comunità internazionale nella gestione del futuro di Gaza e Cisgiordania.
“Di fronte a questo scenario, lanciamo un appello alla mobilitazione contro la guerra e l’economia di guerra, richiamando le recenti manifestazioni di solidarietà con il popolo palestinese. L’obiettivo è costruire un percorso condiviso contro guerra, riarmo e deriva autoritaria”.


















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