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INDAGINI IN CORSO
Strage di Amendolara, i 4 braccianti pachistani chiusi nel minivan e arsi vivi. Le immagini delle telecamere – VIDEO
Agghiaccianti le immagini delle telecamere di sorveglianza: i braccianti sono stati chiusi dentro la vettura da due loro connazionali che hanno bloccato gli sportelli impedendo ai quattro di uscire e hanno cosparso di benzina la parte interna del mezzo. Poi le fiamme

AMENDOLARA (CS) – Chiusi in macchina ed arsi vivi. È questo il quadro che raccontano le immagini agghiaccianti delle telecamere di sorveglianza sulla strage nella quale quattro pachistani sono stati ritrovati carbonizzati in un minivan andato a fuoco in una stazione di rifornimento sul vecchio tracciato della Statale 106 Jonica.
I braccianti arsi vivi: le immagini di sorveglianza confermano le ipotesi
Le immagini non lasciano dubbi: i braccianti sono stati chiusi dentro la vettura da due loro connazionali che hanno bloccato gli sportelli impedendo ai quattro di uscire, sbarrando con forza quello anteriore destro. Già dopo i primi rilievi, gli investigatori avevano ipotizzato si trattasse di un omicidio, poi la svolta grazie ai filmati che hanno permesso agli investigatori di ricostruire le fasi precedenti all’incendio e di risalire ai presunti autori della strage.
I frame delle telecamere di sorveglianza mostrano chiaramente che le vittime ed i loro assassini sono arrivati insieme nella stazione di servizio a bordo del minivan. Subito dopo lo scoppio della lite ed il tragico epilogo. I quattro braccianti bloccati nella vettura mentre gli altri due hanno cosparso di benzina la parte interna del mezzo e le fiamme che li hanno divorati senza che loro potessero fare nulla.

Strage di Amendolara, l’interrogatorio ed il fermo per due persone
I responsabili della strage sono stati individuati dalla polizia. Si tratta di due soggetti, connazionali delle vittime, anche loro braccianti. Nella serata di ieri sono stati condotti in Questura a Cosenza e sottoposti a interrogatorio. I due sarebbero stati individuati a Villapiana. Il Pubblico Ministero ha emesso, al termine dell’interrogatorio, nei loro confronti un decreto di fermo di indiziato di delitto ai sensi dell’art. 384 c.p.p. I due soggetti sono attualmente sottoposti a indagini. In Questura vi sarebbero anche altre persone per essere sentite come testimoni.
Gli investigatori della Squadra Mobile di Cosenza, coordinati dalla Procura di Castrovillari guidata da Alessandro D’Alessio, proseguono con le indagini per capire quali siano le ragioni che hanno portato al crimine e verificare eventuali ulteriori responsabilità.



















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