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Strage di Amendolara, la Regione Calabria si costituirà parte civile “contro i nuovi schiavisti”

Calabria

VERSO IL PROCESSO

Strage di Amendolara, la Regione Calabria si costituirà parte civile “contro i nuovi schiavisti”

Dopo la tragedia do Amendolara che ha sconvolto la Calabria, la Regione annuncia la costituzione di parte civile nel futuro processo. Gallo: “Risposta netta contro sfruttamento e caporalato”

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Strage di Amendolara braccianti

CATANZARO – La Regione Calabria si costituirà parte civile nel processo ai due pakistani sottoposti a fermo per l’omicidio dei quattro braccianti ad Amendolara. Lo ha annunciato l’assessore regionale all’Agricoltura in un post su facebook.

Strage di Amendolara: la Regione Calabria sarà parte civile

“Man mano che il quadro investigativo va chiarendosi – scrive l’assessore – emerge con sempre maggiore drammaticità la portata della strage avvenuta ad Amendolara, nella quale hanno perso la vita quattro braccianti agricoli. Di fronte a fatti di questa gravità, pur nell’attesa che le attività giudiziarie in corso trovino il loro pieno epilogo, si impone una riflessione profonda su ciò che è accaduto e su ciò che ancora accade nei contesti di sfruttamento lavorativo.

Tragedia amendolara quattro morti auto

Fin da subito posso annunciare che, di concerto anche con il Presidente della Giunta regionale, nel processo che scaturirà da questi fatti, la Regione si costituirà parte civile contro gli autori degli stessi, a tutela della garanzia della legalità e per un segnale forte, sul campo anche della prevenzione, oltre che a testimonianza di una netta scelta di campo”.

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“La Regione – prosegue – da sempre impegnata nel contrasto al caporalato, in stretto raccordo con le organizzazioni sindacali, continuerà a rafforzare ogni azione di prevenzione e controllo. Siamo di fronte a forme di schiavitù moderna che non possono trovare alcuna tolleranza. Contro i nuovi schiavisti dell’era contemporanea deve esserci una risposta netta, costante e determinata”. “Quando si arriva a questo punto – conclude Gallo – perdiamo tutti. Perde la nostra comunità, perde il nostro Paese, perde ciò che ci rende umani”.

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