Segnala una notizia

Hai assistito a un fatto rilevante?
Inviaci il tuo contributo.

Richiedi info
Contattaci

Strage di Amendolara, minacce e insulti agli avvocati dei 2 pakistani indagati: «Diritto di difesa inviolabile»

Ionio

PRESENTATE QUERELE

Strage di Amendolara, minacce e insulti agli avvocati dei 2 pakistani indagati: «Diritto di difesa inviolabile»

Giulia Montilli e Giovanni Brandi Cordasco Salmena sono stati raggiunti, sui social, da insulti gravemente denigratori, accuse infondate di condotte illecite e, in alcuni casi, anche da minacce esplicite. Per questo hanno presentato delle querele al Tribunale di Castrovillari

Pubblicato

il

Strage di Amendolara_immagini telecamereStrage Amendolara_immagini telecamere vittime

CASTROVILLARI (CS) – Sono stati bersaglio di insulti, minacce e accuse diffamatorie sui social network, unicamente perchè sono i difensori dei due cittadini pakistani indagati per la strage di Amendolara. Si tratta degli avvocati Giulia Montilli e Giovanni Brandi Cordasco Salmena che per via delle offese ricevute, fin dal mese di giugno da un gruppo di persone, hanno deciso di sporgere querela, tramite il loro procuratore speciale avvocato Andrea Maggiulli del Foro di Lecce, presso il Tribunale di Castrovillari.

strage-minivan-amendolara-statale- caporalato 106 usb gip waseem

Strage di Amendolara, commenti pubblici offensivi per i due avvocati

Il procedimento penale a cui i due legali prestano la propria assistenza riguarda la morte di quattro braccianti agricoli stranieri, i cui corpi sono stati rinvenuti carbonizzati all’interno del minivan dato alle fiamme presso una stazione di servizio nel territorio di Amendolara. La vicenda, che ha avuto un’ampia risonanza mediatica, anche a livello nazionale, nel mese di giugno scorso, ha portato i due legali ad essere menzionati spesso a mezzo stampa e nei post pubblicati sulle pagine Facebook di alcune testate online.

È proprio sotto questi post che, secondo quanto ricostruito dallo Studio Legale Maggiulli, si è sviluppata nelle settimane successive una fitta serie di commenti pubblici. “Se la gran parte di essi si è mantenuta nell’alveo del legittimo — per quanto aspro — dissenso verso la scelta professionale dei due difensori, – spiega il loro legale – un gruppo più ristretto di utenti ha superato tale soglia, rivolgendo agli avvocati insulti gravemente denigratori, accuse infondate di condotte illecite e, in alcuni casi, minacce esplicite”. 

Strage Amendolara 2

Si profilano diversi reati per gli autori dei commenti

Tra le condotte oggetto di querela figurano espressioni che equiparano i due professionisti ai propri assistiti, attribuiscono loro condotte penalmente rilevanti mai commesse, e in almeno due casi prospettano esplicitamente violenza fisica — in un caso richiamando le stesse modalità con cui sono morte le vittime del procedimento. “Per queste ultime condotte, oltre ai reati di diffamazione aggravata e minaccia grave, – spiega ancora Andrea Maggiulli  – è stata segnalata alla Procura anche la possibile rilevanza penale ai sensi dell’art. 414 c.p. (istigazione a delinquere), reato procedibile d’ufficio”.

Nell’atto di querela si chiede altresì l’identificazione completa degli autori allo stato noti solo tramite profilo social, mediante richiesta a Meta Platforms Ireland Ltd., e l’acquisizione dei contenuti multimediali con modalità idonee a garantirne l’integrità e la genuinità.

“Diritto di difesa principio costituzionale inviolabile e irrinunciabile”

Il diritto di difesa è un principio costituzionale inviolabile e irrinunciabile – dichiara Maggiulli – Chi accetta un incarico difensivo, per quanto impopolare possa apparire agli occhi dell’opinione pubblica, non fa altro che adempiere una funzione che la Costituzione affida alla professione forense. Colpire l’avvocato per il solo fatto di aver difeso un imputato significa colpire, alla radice, il diritto di ogni cittadino a difendersi in giudizio”.

Pubblicità
Pubblicità .
Clever - Top Button

Categorie

Social