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Stress Killer, 8 italiani su 10 con il cortisolo alto: in Calabria il record degli ultra centenari

Calabria

ITALIA DIVISA IN DUE

Stress Killer, 8 italiani su 10 con il cortisolo alto: in Calabria il record degli ultra centenari

Da Bivongi a Oppido Mamertina, le aree dove si vive più a lungo sfidano la frenesia moderna e gli effetti dello stress cronico

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ROMA – Lo stress è diventato uno dei principali nemici della salute degli italiani. Ansia, insonnia, irritabilità e cortisolo alle stelle colpiscono ormai 8 persone su 10, ma c’è un’Italia che sembra resistere agli effetti della vita frenetica. È quella delle aree ad alta longevità, dove il numero di ultra centenari supera di gran lunga la media nazionale. Tra queste spicca la Calabria, con i comuni di Bivongi, Molochio, Varapodio e Oppido Mamertina, finiti sotto l’attenzione degli scienziati per l’elevata concentrazione di persone che superano i 100 anni.

L’Italia divisa in due dallo stress

Da una parte c’è il Paese travolto dalla velocità del mondo moderno, dagli impegni continui e dagli input digitali; dall’altra, territori che conservano ancora abitudini e ritmi di vita più lenti, capaci di incidere positivamente sulla longevità. A certificarlo sono anche i dati Istat: oltre alle zone della Calabria, emergono la Sardegna, dove nel Nuorese il numero di uomini ultra centenari supera quello delle donne, la Sicilia, con le aree montane vicine ad Agrigento e Palermo, la Puglia con Orsara e Sant’Agata di Puglia, l’Umbria che negli ultimi anni ha registrato un aumento del 59% degli ultra centenari, e il Molise, che presenta la più alta incidenza di super anziani rispetto alla popolazione.

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Cortisolo alto e vita frenetica: il quadro degli italiani

Il fenomeno dello stress è stato analizzato dal Centro Studi Pool Pharma attraverso un’indagine condotta su 200 internauti tra i 25 e i 60 anni. Il risultato evidenzia come 8 italiani su 10 soffrano ciclicamente di stress e stati d’ansia, tra le principali cause dell’aumento del cortisolo, il cosiddetto “ormone dello stress”. Una condizione che si traduce in disagio fisico e mentale e che tende a consolidarsi nel tempo.

“Quello che incide sull’eccesso di cortisolo è la frenesia del mondo occidentale, degli input digitali, di dover fare 1000 cose in una volta. Lo stress danneggia e quindi influenza anche l’infiammazione di basso grado, anche il deficit microcircolatorio e si consolida negli anni. Tutto questo porta a uno squilibrio del cortisolo ma cronico, non periodico”, spiega Camilla Pizzoni, Direttore Generale Pool Pharma.

stress - Camilla Pizzoni - Direttore Generale Pool Pharma

Ritenzione idrica e microcircolo: gli effetti nascosti dello stress

Tra le conseguenze più evidenti dell’eccesso di cortisolo c’è la ritenzione idrica, destinata ad aumentare con l’arrivo del caldo estivo. Non si tratta soltanto di un problema estetico: il fenomeno può alterare la circolazione linfatica e venosa, incidendo sul benessere generale dell’organismo. Secondo il dottor Fabrizio Malipiero, docente in Nutraceutica e Nutrigenomica presso l’Università Alma Mater di Bologna, oggi l’approccio medico è profondamente cambiato.

“Al contrario del passato oggi si affronta questo tema andando al di là dell’inestetismo: si lavora in termini di benessere sistemico, non solo concentrandosi su una mera riduzione dei liquidi e della ritenzione idrica. L’approccio moderno è di lavorare sul supporto al microcircolo, contemporaneamente al drenaggio linfatico, l’equilibrio elettrolitico (molto importante è conservare i sali minerali) e sostegno quindi anche della funzionalità venosa”.

Stress - Fabrizio Malipiero - docente in Nutraceutica e Nutrigenomica Università Alma Mater Bologna

Donne più esposte

Dal punto di vista sociale, lo stress interessa trasversalmente uomini e donne, anche se sono soprattutto queste ultime a subirne maggiormente gli effetti. Alla giornata lavorativa si aggiungono spesso la gestione della casa e dei figli, con un carico cognitivo che prolunga la produzione di cortisolo. Gli uomini, però, non sono immuni. Sedentarietà, sovrappeso e cattive abitudini alimentari rappresentano fattori che aggravano il problema.

“La ritenzione – conclude il professor Malipiero – è molto collegata alla sedentarietà, al sovrappeso dominante tipico dell’uomo ma soprattutto allo stress troppo elevato. In maniera trasversale la ritenzione colpisce uomo e donna con un’alimentazione ricca di sale o alcolici o comunque disordinata che porta un affaticamento del fegato, che è collegato alla ritenzione”.

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