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LA DENUNCIA
Nel Cosentino strutture socio-assistenziali senza fondi da mesi: «Dove sono finiti i soldi? Ci sentiamo discriminati»
Senza i trasferimenti dei Comuni capo-Ambito le strutture si trovano in forte sofferenza: 140 professionisti specializzati senza stipendio da sette mesi, rischio di DURC negativo che blocca le nuove convenzioni, congelando di fatto le spettanze e boom di nuove strutture accreditate a parità di budget. I titolari: «Esigiamo le spettanze fino al 2025»

COSENZA – Senza fondi dal 2024, nonostante abbiano erogato regolarmenti i loro servizi, con dipendenti in agitazione perchè senza stipendio da mesi e, di conseguenza, non in regola per poter partecipare all’accreditamento regionale.
È questa la spinosa situazione economica nella quale si trovano alcune strutture socio-assistenziali residenziali e semi-residenziali per anziani e disabili accreditate della provincia di Cosenza che, lamentano di non ricevere, da mesi ormai, i pagamenti delle quote a carico del sistema sociale dei Comuni Capo-ambito.
Strutture socio-assistenziali senza fondi: un loop infinito
A denunciare quanto accade sono i titolari di alcune strutture socio-assistenziali del Cosentino che accolgono circa 200 ospiti. Francesco Caputo, Isabella Mastrascusa, Angela De Angelis e Domenico Barbieri sono ormai allo stremo. Non ricevono i pagamenti da parte dell’Ambito da oltre 15 mesi, in alcuni casi addirittura da agosto 2024, nonostante la puntuale trasmissione da parte della Regione Calabria di ingenti fondi a loro destinati, e non vedono una via d’uscita in una situazione del tutto bloccata che sembra configurarsi come un loop infinito in cui, causa ed effetto, si alimentano a vicenda.

Dipendenti senza stipendi, fornitori da pagare e servizi non derogabili
I titolari lamentano di non ricevere i pagamenti delle quote a carico del sistema sociale regionale da agosto 2024, in altri casi da luglio 2025, una situazione ormai diventata insostenibile che li mette di fronte a serie di difficoltà economiche: da un lato i circa 140 dipendenti che vi lavorano, tutte figure altamente specializzate tra psicologi, assistenti sociali, infermieri, fisioterapisti ed Oss, non ricevono ormai da sette mesi i pagamenti degli stipendi, con un conseguente stato di agitazione che potrebbe evolversi in una vertenza sindacale; dall’altro i fornitori, che recriminano i pagamenti che non possono essere omessi, per evitare che il servizio venga interrotto.
L’altra faccia della medaglia sono gli ospiti delle strutture socio-assistenziali, bisognosi di assistenza e continuità, che come stabilito dalle convenzioni pagano una quota-parte e, nonostante le difficoltà economiche, questa non è stata intaccata e che, evidentemente, non è sufficiente a coprire tutte le spese.
In attesa di risposte e chiarimenti
Più volte i titolari delle strutture socio-assistenziali del Cosentino si sono interfacciati con i Comuni capo-Ambito per chiedere informazioni e chiarimenti sullo stato delle cose, per capire perchè il rimborso delle rette avviene con notevole ed ingiustificato ritardo. Ma le risposte che hanno ricevuto sono state sempre le stesse: “I fondi inviati dalla Regione Calabria non bastano”.
I titolari si sono appellati inoltre, al Garante per la disabilità ed in ultimo, al presidente della Regione Calabria, Roberto Occhiuto, al quale hanno chiesto un incontro formale.

Strutture accreditate che aumentano e fondi che mancano
Ma perché tutto questo? Perchè a partire dal 1° gennaio 2024, a seguito di una modifica del regolamento regionale 503 del 2019, le strutture socio-assistenziali che hanno ricevuto l’accreditamento (a seguito di soli 3 mesi di attività) sono aumentate, mentre i fondi regionali dedicati al sociale sono rimasti pressoché invariati. Il riparto dei fondi infatti, ogni anno viene effettuato in base alle realtà storiche del territorio e non a quelle autorizzate da poco.
Una situazione che ha decisamente penalizzato le strutture socio-assistenziali storicizzate, come quelle gestite da Caputo, Mastrascusa, De Angelis e Barbieri che oggi si ritrovano in un pesante deficit. «Se fosse stato rispettato l’articolo 30 del regolamento del 2019 che specifica che ‘fino all’approvazione dei piani di zona dell’effettivo fabbisogno da parte della Regione, i Comuni capo-Ambito non possono procedere a nuove autorizzazioni al funzionamento’, non saremmo arrivati a questo punto» denunciano i titolari.
La situazione, già gravissima rispetto alle somme da recuperare per le annualità 2024 e 2025 è, inoltre, precipitata a seguito dell’adozione della determina n. 208 del 23/03/2026, con la quale la Conferenza dei Sindaci del Comune capo-Ambito di Castrovillari non ha più garantito la continuità assistenziale dei posti letto in convenzione, rimodulando la programmazione dei fondi 2026 e le modalità per il riconoscimento dell’integrazione della retta a favore degli utenti inseriti nelle strutture socio-assistenziali.
Se fino al 2025 infatti, alle strutture era garantito il 100% dei posti letto ammessi alla retta, ad oggi invece, la quota si è ridotta pesantemente al 30% per disabili e anziani. «È da tenere presente – chiariscono i titolari – che i disabili versano nelle stesse difficoltà dei minori, non avendo, in alcuni casi, nè una famiglia, nè una casa e un reddito pro-capite molto basso».
I voucher della Regione Calabria
Per sanare questa ulteriore problematica, la Regione Calabria tramite l’assessore Pasqualina Straface, è intervenuta mettendo a disposizione 9,5 milioni di euro destinati ad integreare la retta attraverso dei voucher per il contrasto alla povertà. La procedura, non ancora effettiva, è in via di definizione ma non è chiaro se questi fondi basteranno o meno, per sanare il buco che si è venuto a creare a seguito della decisione della Conferenza dei Sindaci.

La questione del DURC negativo
È così, dunque, che le strutture socio-assistenziali non ricevono i fondi che gli spettano da ormai troppo tempo, alcune da luglio 2024, altre da agosto 2025. Tempi troppo dilatati che potrebbero mettere in seria difficoltà i titolari che spiegano: «Se continuiamo a non ricevere i fondi potremmo non essere regolari nel versamento contributivo (INPS-INAIL) determinando un DURC (Documento Unico di Regolarità Contributiva) negativo, che non ci consentirebbe di firmare le convenzioni».
La denuncia dei titolari: «Ci sentiamo discriminati»
È per tutti questi motivi che i titolari delle strutture del Cosentino chiedono di sapere come stanno davvero le cose e dove sono finiti i soldi che gli spettano. «La situazione è davvero critica – lamentano – e davanti a noi abbiamo un cane che si morde la cosa! Noi abbiamo erogato regolarmente dei servizi e dunque quei fondi ci spettano – dicono a gran voce – Dove sono finiti i soldi a noi destinati? Esigiamo i pagamenti delle spettanze fino al 2025».
Ma non è tutto. Caputo, Mastrascusa, De Angelis e Barbieri chiedono, inoltre, di poter cambiare le norme che regolano l’accesso ai fondi: «Per noi è essenziale usufruire della compensazione, soprattutto in questo momento di difficoltà, altrimenti oltre al danno ci arriva anche la beffa. Se non riceviamo i fondi non possiamo pagare i nostri dipendenti e se i pagamenti non sono regolari il DURC continuerà ad essere negativo e dunque noi non potremo firmare le nuove convenzioni, congelando di fatto le spettanze ed aggravando ulteriormente la nostra situazione. Ci sentiamo discriminati».



















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