Calabria
«cambio di paradigma»
Autismo, la Regione avvia un nuovo Piano: integrazione socio-sanitaria e ascolto dei territori
L’assessore regionale al Welfare Pasqualina Straface annuncia un cambio di paradigma nella programmazione sull’autismo: dal 2026 al via il coordinamento per un Piano regionale condiviso, equo e basato sui bisogni reali delle persone e delle famiglie

CATANZARO – «Autismo: un piano regionale equo, sostenibile e realmente rispondente ai veri e reali bisogni delle persone. Non calato dall’alto, ma costruito attraverso l’ascolto ed il confronto con le famiglie, le associazioni, gli operatori che operano sui territori e che rappresentano un patrimonio di conoscenza preziosa e insostituibile della realtà quotidiana». L’assessore regionale al Welfare, Pasqualina Straface, è intervenuta nel corso dell’incontro ospitato nella Cittadella regionale, dedicato al Fondo unico per l’inclusione 2025, con particolare riferimento ai progetti per i disturbi del neuro-sviluppo e dello spettro autistico.
Sull’autismo «un vero e proprio cambio di paradigma rispetto al passato»
La vera novità del nuovo percorso è l’integrazione dell’assistenza socio-sanitaria: «già dai primi di gennaio 2026 partirà il coordinamento per arrivare a questo Piano – ha spiegato Straface – che rappresenterà una svolta per la presa in carico globale della persona con il coinvolgimento di tutti gli attori, dalla scuola al territorio in termini di inclusione».
L’iniziativa di confronto ha fatto registrare numerosi interventi, definiti dall’assessore «contributi preziosi ed importanti sulla necessità di colmare l’assenza di dati e di una mappatura reale, a fronte di tutti gli strumenti da mettere in campo».
L’incontro si è svolto alla presenza, tra gli altri, dei dirigenti dell’Uoa e del Settore 1 (Immigrazione, nuove marginalità e inclusione sociale, centro antidiscriminazione, contrasto alla povertà, famiglia e terzo settore, volontariato e servizio civile), Saveria Cristiano e Cosimo Cuomo, e del subcommissario alla Sanità della Regione, Ernesto Esposito. Quest’ultimo, complimentandosi per l’assunzione di responsabilità e l’impegno dell’assessore Straface, ha definito il progetto «ambizioso, anzi uno dei più importanti, sia dal punto di vista sanitario che socio-sanitario».

Le criticità
Nel suo intervento Straface ha evidenziato con chiarezza le criticità esistenti: «Oggi dobbiamo avere il coraggio di riconoscere che nella nostra regione mancano alcuni elementi essenziali di una vera programmazione. Così come manca un’analisi strutturata del fabbisogno territoriale; persistono forti disuguaglianze tra aree della Calabria; manca una raccolta sistematica dei dati sui servizi, sulle persone e sui bisogni reali».
A questo si aggiungono, secondo l’assessore, liste d’attesa troppo lunghe, un carico assistenziale eccessivo sulle famiglie e una forte carenza di servizi nella delicata fase di transizione dall’adolescenza all’età adulta. «A tutto questo si aggiunge una frammentazione delle risorse, che è incompatibile con qualsiasi visione e logica di seria programmazione», ha sottolineato, ribadendo come «senza una programmazione unitaria rischiamo di disperdere risorse e soprattutto di non garantire risposte efficaci».
Per Straface, la svolta passa da un Piano regionale strutturato, dotato di obiettivi chiari, indicatori di risultato e di un monitoraggio continuo nel tempo. «L’integrazione socio-sanitaria rappresenti e dovrà essere la differenza rispetto a ieri ed il pilastro fondamentale della nuova programmazione sull’autismo», ha affermato, rimarcando il ruolo centrale del contributo sinergico di tutti gli attori istituzionali e del Terzo Settore.
«Perché l’autismo non è solo una questione sanitaria né solo sociale: riguarda il progetto di vita della persona lungo tutto l’arco della vita», ha aggiunto l’assessore, indicando tra le priorità una presa in carico globale e continua, il coordinamento tra servizi sanitari e sociali, scuola e territorio, il rafforzamento dei percorsi di transizione, il sostegno concreto alle famiglie e l’utilizzo di strumenti come il progetto individuale e il budget di salute.
In questa prospettiva, Straface ha evidenziato la necessità di istituire «un Tavolo regionale permanente sull’autismo, che coinvolga Regione, Asp, Comuni, associazioni, Terzo settore e mondo della scuola, con funzioni di indirizzo, monitoraggio e valutazione», oltre all’attivazione di un Registro regionale dell’autismo, «nel rispetto della normativa sulla privacy, per conoscere i dati reali, programmare in modo appropriato e ridurre le disuguaglianze territoriali».
Infine, rispetto a quello che viene definito «il grave vuoto normativo nazionale sui disturbi dello spettro autistico, soprattutto dei maggiorenni», l’assessore, nel suo ruolo di presidente della commissione nazionale per le politiche sociali, ha annunciato l’intenzione di portare la questione all’attenzione della sede nazionale, con l’obiettivo di «colmare questo gap, dalle pesantissime conseguenze sulle famiglie e fonte di disagi ed iniquità sociali».


















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