Area Urbana
Svolta storica per il 118 a Cosenza: dopo 8 anni sbloccata la convenzione per i volontari del SUEM
Finisce un’attesa infinita per il sistema di emergenza-urgenza cosentino: dal 1° marzo 2026 operative le nuove postazioni 118. Il plauso delle associazioni di volontariato “Una giornata storica”

COSENZA – Dopo otto anni di incertezze, incontri burocratici e sacrifici sostenuti in prima linea, il sistema di soccorso della provincia di Cosenza volta finalmente pagina. È stata ufficialmente sbloccata la convenzione per il servizio di supporto al SUEM 118, un risultato che garantisce stabilità a un settore vitale per la salute pubblica. Le associazioni di volontariato del territorio hanno espresso un sentito ringraziamento istituzionale al Presidente della Regione Calabria, Roberto Occhiuto, e al Commissario Straordinario dell’ASP di Cosenza, Vitaliano De Salazar, per aver rimosso gli ostacoli amministrativi che bloccavano il settore dal 2018.
Cosa cambia dal 1° marzo 2026: il nuovo assetto del 118
Il via libera alla convenzione non è solo un atto formale, ma l’inizio di una nuova fase operativa. Il tavolo di confronto promosso dall’ASP di Cosenza, in sinergia con Azienda Zero, ha definito un quadro normativo moderno basato su trasparenza ed efficienza. Le novità principali del nuovo sistema organizzativo includono l’uniformità territoriale con la gestione omogenea del servizio su tutta la provincia. Sostenibilità economica: certezze finanziarie per le associazioni che gestiscono le ambulanze, trasparenza nei pagamenti e superamento dei ritardi che hanno gravato sui bilanci del terzo settore ma, soprattutto, continuità operativa con garanzia di soccorsi h24 anche nelle zone più periferiche e montane.
Il percorso delineato prevede anche formazione strutturata e uniforme per tutti gli operatori, volontari compresi; protocolli condivisi con la rete ospedaliera hub e spoke, integrazione operativa con le centrali del 118, standard omogenei su scala regionale. Il volontariato non viene più considerato una componente residuale, ma parte integrante del sistema pubblico . Le nuove postazioni entreranno in funzione dal 1° marzo 2026.dell’emergenza.

Il ruolo dei volontari durante il blocco
Per quasi un decennio, il sistema di emergenza-urgenza cosentino è rimasto in piedi grazie allo spirito di servizio di centinaia di operatori. Nonostante l’assenza di un quadro contrattuale stabile, le associazioni hanno continuato a garantire soccorsi immediati h24 alla popolazione, manutenzione dei mezzi e acquisto di dispositivi sanitari, presidio costante nelle comunità distanti dai grandi hub ospedalieri. “È una giornata storica,” dichiarano le organizzazioni di volontariato. “Oggi viene finalmente riconosciuto il valore del volontariato sanitario all’interno del sistema pubblico di emergenza“.
Un sistema sanitario più stabile per i cittadini
L’obiettivo della riforma è elevare la qualità dell’assistenza. Con il superamento delle criticità finanziarie, le associazioni potranno concentrarsi esclusivamente sulla formazione dei soccorritori e sull’efficacia degli interventi, restituendo serenità a chi lavora quotidianamente tra sirene e codici rossi. La chiusura di questo lungo contenzioso amministrativo rappresenta un tassello fondamentale nel piano di rientro e riqualificazione della sanità calabrese voluto dalla giunta Occhiuto.
Il ruolo decisivo di De Salazar
È stato il commissario straordinario dell’Asp e direttore dell’AO di Cosenza – titolare anche della delega regionale sul 118 – a condurre il percorso tecnico e istituzionale che ha portato alla definizione del nuovo assetto. Non si è trattato di un semplice atto formale visto che la partita si è giocata su più livelli: ricognizione delle postazioni operative, verifica delle criticità amministrative pregresse, costruzione di un quadro normativo uniforme, confronto con le associazioni di volontariato; raccordo con Azienda Zero e con la struttura regionale.
La delega regionale sul 118 ha consentito a De Salazar di affrontare il nodo non solo in chiave provinciale, ma con una visione sistemica che coinvolge anche Vibo Valentia e Catanzaro. La stabilizzazione della convenzione rappresenta il primo tassello di una riforma più ampia del sistema 118 calabrese. Uno dei punti più rilevanti riguarda l’attivazione di trenta postazioni territoriali aggiuntive. Non si tratta di spostare mezzi esistenti, ma di ampliare la copertura, soprattutto nei territori distanti dai presìdi ospedalieri. In Calabria, dove la conformazione geografica incide sui tempi di intervento, il rafforzamento del presidio territoriale rappresenta un passaggio strutturale.
Un modello che guarda oltre Cosenza
Se Cosenza rappresenta il banco di prova per estensione e complessità territoriale, la strategia è regionale. Il lavoro condotto da De Salazar, forte della delega regionale sul 118, punta a uniformare l’organizzazione anche nelle altre province, superando frammentazioni e difformità operative. La stabilizzazione della convenzione non è il punto di arrivo. È l’inizio di una riorganizzazione complessiva del settore emergenza-urgenza in Calabria, che parte dal territorio per integrarsi pienamente con la rete ospedaliera.



















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