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ACCUSE DURISSIME
Terremoto nel Pd di Cosenza, presentata una mozione di sfiducia contro il segretario Lettieri
Sono 32 i firmatari, ovvero la maggioranza assoluta, a chiedere la sfiducia di Matteo Lettieri denunciando quello che viene definito un “tradimento dei propositi di rinnovamento” e una gestione politica segnata da “incuria e cinismo”

COSENZA – Vacillano gli equilibri nel Pd della Provincia di Cosenza che affronta un momento non facile. Una nutrita componente dell’Assemblea Provinciale, composta da ben 32 firmatari che nell’insieme rappresentano la maggioranza assoluta, ha depositato una mozione di sfiducia nei confronti del segretario provinciale Mattreo Lettieri, denunciando quello che viene definito un “tradimento dei propositi di rinnovamento” e una gestione politica segnata da “incuria e cinismo”.
I firmatari parlano di amarezza e sofferenza per quello che sta succedendo in quanto “ogni proposito di rinnovamento del partito è stato dolosamente tradito e irrimediabilmente compromesso mediante un’azione sistematica di smantellamento delle funzioni degli organismi dirigenti e di annichilimento delle più elementari regole di convivenza politica, come l’assenza di una campagna di tesseramento aperta e trasparente.
Le motivazione della mozione del Pd di Cosenza a Lettieri
Il documento punta il dito contro la violazione dello Statuto, in particolare per la mancata convocazione dell’Assemblea Provinciale nonostante la richiesta formale avanzata settimane fa da 35 membri. “Non solo non si è colta l’opportunità di discutere nel merito delle questioni ma si è scelto di violare in maniera grave ed ingiustificata le norme cogenti ed inderogabili che regolano la vita interna del Partito Democratico – dicono i firmatari – prima attraverso la non convocazione della stessa, successivamente con una convocazione tardiva e fuori tempo massimo ed infine con un rinvio a data da destinarsi”.
“Ciò rappresenta una palese e grave violazione statutaria, commessa in modo doloso e inaccettabile. La mancata convocazione dell’assemblea provinciale, infatti, non solo è la dimostrazione che la Federazione è totalmente scollata nei tempi dal dibattito politico e totalmente incapace di assumere un’iniziativa politica, ma è anche la conferma che viviamo ormai in una situazione di stallo politico, programmatico ed organizzativo”.
“Alla convocazione tempestiva dell’Assemblea provinciale, viceversa, si è scelto di sostenere un’iniziativa patrocinata dal gruppo del PD in Consiglio regionale che ha, di fatto, commissariato la Federazione, avocando a sé funzioni e ruoli propri del partito e dei suoi organismi dirigenti. Si è stati complici, per incuria politica e per cinismo tattico, di un approccio politico, ovvero quello della sostituzione del partito con gli eletti e le loro strutture amministrative, che tanti danni ha già causato al PD e che è la più alta rappresentazione della conservazione grigia ed ovattata dei ceti politici a discapito del dinamismo, della vitalità e della forza propulsiva che solo il partito può e deve garantire”.

“In atto il peggior gattopardismo”
Il giudizio nei confronti di Matteo Lettieri espresso nella mozione di sfiducia è durissimo: i firmatari parlano del “peggior gattopardismo”, dove si finge di cambiare tutto per non cambiare nulla.
Nel dettagli i dem firmatari spiegano: “Anche la fase di preparazione delle liste per le elezioni regionali e per le prossime elezioni provinciali è stata ed è frutto di un’assenza di confronto negli organismi preposti e dell’affermazione del più becero correntismo, fatto di incontri clandestini, riunioni carbonare e fughe in avanti, che espongono il partito alla più completa irrilevanza politica e istituzionale”.
“Sulle provinciali, inoltre, la perdita di autorevolezza sta seriamente compromettendo la possibilità di proporre una candidatura, espressione del PD e condivisa da tutti gli amministratori della nostra provincia. Stiamo assistendo, infine, alla convocazione di riunioni interpartitiche comunicate ai sindaci del PD solo qualche ora prima e senza adeguata istruttoria interna, con il solo scopo di estrometterli dalle decisioni e di utilizzarli per legittimare decisioni assunte in solitaria, vicino a qualche caminetto correntizio”.

“Questo non è rinnovamento! – tuonano i firmatari della mozione contro Lettieri – Questo è il peggior gattopardismo: vuole cambiare tutto per non cambiare nulla! Abbiamo assistito al tradimento di tutti i propositi espressi nella mozione congressuale a sostegno del Segretario Lettieri. Non solo i circoli non sono messi nelle condizioni di effettuare il tesseramento e dunque di ripartire, ma la federazione stessa è un luogo chiuso, malinconico e grigio in cui si svolge solo qualche sporadica riunione dei soliti noti per spartirsi cariche e poltrone.
“Non si creano momenti di discussione e di iniziativa politica, non si allacciano reti sociali per costruire l’alternativa al governo delle destre, non si aiuta un processo di rinascita dell’organizzazione giovanile, non si pratica il sacrificio dell’ascolto, non si organizza il partito. Perfino le chiavi d’accesso alla piattaforma nazionale per il tesseramento sono in possesso di terzi e non sono a disposizione della Federazione.
La Conferenza provinciale dell’Organizzazione e del Programma
“Così non può e non deve andare. – concludono – Adesso occorre cambiare davvero per costruire l’alternativa in Italia ed in Calabria. Per questi motivi e per rilanciare, in maniera incisiva e credibile, il Partito Democratico della Provincia di Cosenza ci assumiamo la responsabilità di convocare entro 30 giorni dal deposito della presente mozione di sfiducia una Conferenza provinciale dell’Organizzazione e del Programma al fine di elaborare un programma di medio e lungo periodo per il nostro partito da attuarsi attraverso una riorganizzazione complessiva del Partito”.
Questa arà fatta, spiegano, “attraverso, tra le altre cose, la costituzione di Unioni di Zona con pieni poteri decisionali secondo il principio di sussidiarietà, la costruzione di forum tematici d’intesa con le forze del lavoro, dell’impresa e del terzo settore e l’avvio di una fase di ascolto capillare sui territori e di tesseramento aperto, inclusivo e trasparente in grado di intercettare tutte le forze e le sensibilità politiche che guardano al PD con attenzione e curiosità e che ad oggi sono prive di interlocutori autorevoli e politicamente credibili”.
La lista completa dei firmatari della mozione
1. Capano Gianluigi
2. Morelli Vincenza
3. Argentino Antonio
4. Leonetti Michele
5. Lepore Luca
6. Vivacqua Roberta
7. Mirabelli Francesco
8. Fazio Ramona
9. De Rango Pierpaolo
10. Frassia Fabiola
11. Vircillo Manuel
12. Montalto Franco
13. Nociti Grazia
14. Diodato Pasqualino
15. Fulci Giuseppe
16. D’Ambrosio Anna Teresa
17. Scarnati Luigi
18. Castiglione Annarita
19. Minisci Maria Grazia
20. Calabrò Teodoro
21. Muoio Franca
22. Blumetti Vincenzo
23. Capristo Francesco
24. Giancarlo Iannuzzi
25. Scaramella Silvio
26. Capalbi Laura
27. Regina Nicoletta
28. De Santis Fabio
29. Cuglietta Franca Rosaria
30. Raimondo Morena
31. Francesco Lo Prete
32. Sara Rizzuti


















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