Calabria
IL REPORT
Testamento biologico, Calabria 16esima in Italia. A Cosenza 1.893 DAT: «Strumento ancora poco conosciuto»
Il report dell’Associazione Luca Coscioni svela i dati sul fine vita. Calabria fanalino di coda. Gallo e Cappato: «Stato assente, cittadini tenuti all’oscuro» e invitano i calabresi ad informarsi

COSENZA – La Calabria fanalino di coda in Italia per la diffusione del testamento biologico. Nella classifica nazionale sull’utilizzo delle DAT (Disposizioni Anticipate di Trattamento), la regione si colloca infatti al sedicesimo posto, registrando una media di una sola disposizione ogni 228 abitanti.
I dati emergono da un report inedito promosso dall’Associazione Luca Coscioni attraverso il suo Osservatorio DAT. Di fronte alla mancanza della Relazione ufficiale del Ministero della Salute, l’associazione ha dovuto attivare un accesso agli atti generalizzato che ha coinvolto i 7.677 Comuni italiani. I risultati, aggiornati a dicembre 2025, rappresentano attualmente l’unica fotografia disponibile in Italia su un diritto garantito per legge dal gennaio 2018, ma spesso svuotato dall’assenza di campagne informative istituzionali.
Testamento biologico in Calabria: la mappa delle province
All’interno del territorio calabrese si registrano profonde differenze sull’uso del testamento biologico tra le varie province. Crotone si dimostra la realtà più virtuosa della regione: occupa il 50° posto della classifica nazionale con 592 DAT depositate (una ogni 164 abitanti). Al contrario, la provincia di Catanzaro fa registrare il dato più basso della Calabria, scivolando quasi in fondo alla classifica italiana.

In seconda posizione Cosenza, al 77° posto con 1.893 DAT, una ogni 213 abitanti. Seguono Reggio Calabria al 86° posto con 1.614 DAT (una ogni 235 abitanti) e Vibo Valentia, al 91° posto con 453 DAT (una ogni 256 abitanti).
L’invito dell’associazione ai calabresi ad informarsi
«Senza il diritto alla conoscenza, gli altri diritti restano solo sulla carta», hanno dichiarato in una nota congiunta Filomena Gallo e Marco Cappato, rispettivamente Segretaria Nazionale e Tesoriere dell’Associazione Luca Coscioni. «Da sette anni il popolo italiano è tenuto all’oscuro del diritto a scegliere le modalità del proprio fine vita. La situazione sta migliorando troppo lentamente, e solo grazie all’attività delle organizzazioni e di singole persone che non si rassegnano all’ignoranza imposta dallo Stato italiano».
I vertici dell’associazione hanno quindi rivolto un invito esplicito ai cittadini calabresi a informarsi sul tema, ricordando che le DAT consentono a ogni persona maggiorenne di indicare in anticipo quali trattamenti sanitari accettare o rifiutare nel caso in cui, in futuro, si trovi nell’impossibilità di esprimere la propria volontà. «Attraverso il Numero Bianco è possibile ricevere supporto sulle DAT, informazioni sulle modalità di deposito nel proprio Comune e assistenza per conoscere i diritti previsti dalla legge sul consenso informato e sulle cure di fine vita».
Il quadro nazionale
A livello nazionale, nei Comuni che hanno fornito i dati, dall’entrata in vigore della legge risultano depositati almeno 228.151 testamenti biologici, con una crescita del 18,2% rispetto al 2023. Estendendo il calcolo anche alle risposte degli anni precedenti, si arriva a un dato parziale certo di 278.329 DAT. Una stima comunque al ribasso, poiché non tiene conto dei Comuni che non hanno risposto e delle disposizioni depositate presso notai, strutture sanitarie e uffici consolari, i cui dati non sono pubblici.
Come saperne di più? L’Associazione Luca Coscioni mette a disposizione gratuitamente il modulo per il biotestamento (che può essere scaricato qui) e il Numero Bianco 0699321349, un servizio telefonico gratuito di informazione e orientamento per ricevere supporto sulle modalità di deposito nel proprio Comune e sui diritti previsti dalla legge sul consenso informato.


















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