Calabria
IL PIANO
Tirocinanti inclusione sociale, approvata la legge regionale: 3.758 lavoratori verso la stabilizzazione
Calabrese: “Norma ponte per chiudere il bacino storico del precariato”. Approvazione unanime in Consiglio regionale e piano per stabilizzazioni, fuoriuscite e politiche attive entro il 2026

REGGIO CALABRIA – Il Consiglio regionale ha approvato all’unanimità la legge “Misure a sostegno del completo svuotamento del bacino dei Tirocinanti di inclusione sociale”, un provvedimento definito dalla Regione come decisivo nel percorso di stabilizzazione dei lavoratori TIS. A commentare l’approvazione è stato l’assessore regionale al Lavoro, Turismo e Sviluppo economico, Giovanni Calabrese, che ha parlato di un risultato “storico” e condiviso da tutte le forze politiche.
Tirocinanti di inclusione sociale, Calabrese: “tappa fondamentale contro il precariato”
“Continueremo a lavorare con la stessa determinazione dimostrata in questi anni, che ci ha consentito di raggiungere importanti risultati. L’approvazione all’unanimità da parte del Consiglio regionale della Calabria della legge sui Tirocinanti di inclusione sociale – ha dichiarato Calabrese – rappresenta un risultato storico e una tappa fondamentale nel percorso che la Regione Calabria ha intrapreso per il definitivo superamento del precariato. Si tratta di un traguardo di straordinaria importanza per centinaia di lavoratori e per le loro famiglie”.
“Il voto unanime dell’Aula testimonia la sensibilità e il senso di responsabilità dell’intero Consiglio regionale rispetto a una questione che da anni attendeva una soluzione concreta e definitiva e che oggi consente di guardare con fiducia al completamento del percorso di stabilizzazione entro il 2026”.

Una “legge ponte” per salvaguardare i tirocinanti esclusi
La nuova normativa nasce come misura di transizione per tutelare i lavoratori attualmente esclusi dalle procedure di stabilizzazione e accompagnare la chiusura definitiva del bacino dei tirocinanti.
“La proposta di legge è il frutto di mesi di intenso lavoro, approfondimenti tecnici e confronto costante con il Governo nazionale, gli enti locali, le organizzazioni sindacali e gli stessi lavoratori. Un lavoro complesso – ha spiegato l’assessore – che si inserisce in una scelta di metodo basata su azioni concrete, fatti e risultati. Si tratta di una legge ponte, che rappresenta una salvaguardia e una tutela per i lavoratori al momento esclusi dalle procedure di stabilizzazione. È inoltre un’ulteriore e importante tappa verso la chiusura del precariato storico”.
La misura si inserisce nella strategia regionale di progressivo superamento dei bacini storici di precariato, con l’obiettivo di evitare nuova precarietà e puntare su interventi strutturali.
I numeri del bacino TIS in Calabria
Secondo la ricognizione regionale, i Tirocinanti di inclusione sociale ammessi al quinto anno erano 3.758. Di questi, 1.055 over 60 hanno già beneficiato delle misure di fuoriuscita, riducendo il bacino attivo a 2.703 unità. Parallelamente, grazie alla collaborazione con gli enti locali, sono state attivate procedure di avviamento a selezione per 1.765 posizioni, con 1.673 lavoratori già avviati ai percorsi selettivi. Il bacino residuo viene stimato in un massimo di 938 unità, destinato a ridursi ulteriormente nei prossimi mesi.
Il piano
La legge prevede un sistema articolato di interventi. Sono previste 277 stabilizzazioni con risorse statali già disponibili e ulteriori 67 con fondi già assegnati ma non ancora utilizzati. Per la restante platea sono stati attivati strumenti di accompagnamento al lavoro, tra cui bonus per la fuoriuscita volontaria, formazione, riqualificazione e politiche attive. “Non si tratta di annunci, ma di strumenti operativi già definiti e verificabili”, ha sottolineato Calabrese.
L’assessore ha ribadito che la legge rappresenta una tappa decisiva nel percorso di superamento del precariato in Calabria, pur riconoscendo che il lavoro non è ancora concluso: “Con questa legge la Calabria compie un passo decisivo verso la chiusura di una delle più complesse vicende del precariato regionale. È la dimostrazione concreta che la buona politica si misura sui risultati e non sulle dichiarazioni. Abbiamo scelto una strada fatta di lavoro quotidiano, programmazione e responsabilità istituzionale”.

“L’unanimità rafforza il valore del provvedimento e dimostra che, quando si parla di lavoro e diritti, le istituzioni possono agire unite. Oggi si apre una nuova fase: l’impegno sarà attuare rapidamente tutte le misure previste affinché i benefici si traducano in opportunità reali per i lavoratori, le famiglie e l’intera Calabria”.
Calabrese ha infine ringraziato il Consiglio regionale, il relatore Angelo Brutto, il presidente Roberto Occhiuto e la deputazione calabrese, con un riconoscimento anche al deputato Francesco Cannizzaro per il sostegno al percorso legislativo.

















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