Tirreno
Tirreno Cosentino, sequestrati altri 2 impianti di depurazione: quelli di Cetraro e Diamante

COSENZA – Salgono a cinque i depuratori posti sotto sequestro dalla Procura di Paola, guidata da Domenico Fiordalisi, sul Tirreno Cosentino. Dopo quelli di Fuscaldo, Verbicaro e Cetraro si sono aggiunti anche i depuratori di Diamante (in località Sorbo) e nuovamente Cetraro, parliamo questa volta dell’impianto che si trova in località “Santa Maria2. Le analisi hanno rilevato nel depuratore di Cetraro valori di escherichia coli oltre i limiti, mentre per l’impianto della città dei murales le criticità sarebbero legate a delle inefficienze del depuratore e alla mancanza di alcune prescrizioni. Entrambi gli impianti sono gestiti da ditte esterne.
Continua dunque senza sosta l’attività della Procura che indaga sul reato di inquinamento ambientale e soprattutto sulla cattiva depurazione negli impianti comunali, troppo spesso vetusti, mal funzionanti, senza controlli e non più adatti al trattamento delle acque reflue soprattutto nella stagione estiva, quando le presenze sono anche il triplo rispetto al normale.

L’attività, nel corso di questa stagione estiva, ha portato ad effettuare decine di controlli sui siti di depurazione, mirati alla salvaguardia del rispetto delle legislazioni in materia di ambiente, alla tutela delle aree costiere demaniali e finalizzati anche ad individuare fenomeni di inquinamento legati allo diffusa illegalità degli scarichi abusivi. E mentre il GIP ha convalidato i tre sequestri effettuati dalla Procura sui primi depuratori, il Procuratore di Paola Fiordalisi ha evidenziato che le indagini si concentrano «su quella che è la principale causa di inquinamento del mare, la cattiva depurazione da parte di alcuni gestori. La situazione della depurazione è grave e a dimostrazione di ciò di sono di sequestri effettuati”.
Il Comune di Diamante “piena fruibilità delle acque di balneazione”
Sul sequestro del depuratore si registra la nota del Comune di Diamante e del sindaco Achille Ordine «Rispetto alle notizie diffusesi relativamente al sequestro del depuratore di Località Sorbo, si precisa come il Comune di Diamante, al momento, non abbia avuto alcuna comunicazione ufficiale in merito. Allo stato, peraltro, non esistono, provvedimenti che abbiano disposto la non balneabilità di tratti di mare. Sul punto, pertanto, si ritiene di poter rassicurare l’utenza rispetto alla piena fruibilità delle acque di balneazione per come peraltro confermato dalle ultimissime analisi svolte da Arpacal».
«Si precisa inoltre come la gestione dei depuratori non sia in capo al Comune di Diamante ma a società esterna quale soggetto affidatario nell’ambito di un project-financing che riguarda più comuni. Il comune di Diamante nell’ultimo anno ha avviato un monitoraggio dell’attività di depurazione affidando un incarico ad un professionista esterno avendo proprio quale obiettivo quello di assicurare la tutela dell’ambiente. Ogni azione finalizzata al raggiungimento di tale obiettivo trova il favore di questa amministrazione fermo restando il necessario approfondimento di ogni questione esaminata. Non appena si avranno notizie in merito, ad ogni buon conto, si forniranno informazioni più dettagliate sulla vicenda».


















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