Ionio
TIS Crosia: stop dei tirocini di inclusione sociale, Cisl chiede «chiarezza e tutele per 6 famiglie»
Il sindacato denuncia l’interruzione delle attività dei tirocinanti del Comune di Crosia, criticando il mancato rispetto dei diritti dei lavoratori e il silenzio dell’amministrazione comunale. Chiesto un intervento del Prefetto e trasparenza nelle procedure

CROSIA (CS) – La Cisl di Cosenza, insieme alla Felsa territoriale, interviene con forza contro la decisione del Comune di Crosia di interrompere le attività dei TIS, lavoratori impegnati nei percorsi dei Tirocini di inclusione sociale. Il sindacato parla di un atto “incomprensibile e inverosimile”, che sospende le attività dei tirocinanti, causando disservizi e privando le famiglie coinvolte di ogni forma di sostegno economico.
TIS Crosia, sei lavoratori coinvolti
Il Comune di Crosia gestiva sei lavoratori nell’ambito dei percorsi di inclusione sociale previsti dal D.D.G. n. 12824/2019. La Regione Calabria aveva avviato le procedure per l’erogazione di contributi finalizzati all’assunzione a tempo indeterminato dei tirocinanti. Nonostante questo, la delibera di Giunta n. 90 del 29 luglio 2025 prevedeva la stabilizzazione dei sei lavoratori, subordinando l’avvio delle procedure al parere della Cosfel, in qualità di ente in riequilibrio finanziario. Tuttavia, il 5 dicembre 2025 ai tirocinanti è stata notificata l’interruzione del servizio, motivata da un presunto parere negativo della stessa Cosfel.

Secondo la Cisl, nonostante ripetute richieste di chiarimento, il sindaco e l’amministrazione comunale non hanno fornito alcuna risposta ufficiale. “Al sindaco e alla Giunta comunale non chiediamo assurdità, ma chiarezza e trasparenza; esigiamo tutele e dignità per sei famiglie”, affermano il segretario generale Michele Sapia e il responsabile territoriale Domenico Lucente.
Il sindacato annuncia di aver richiesto l’intervento del Prefetto di Cosenza, con l’obiettivo di verificare la correttezza delle procedure poste in essere dal Comune e garantire la continuità dei percorsi lavorativi. La Cisl ribadisce che la tutela del lavoro e della dignità dei cittadini non può essere sacrificata a causa di incertezze o ritardi amministrativi, ma richiede confronto responsabile e buon senso.


















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