Calabria
TRAGEDIA IMMANE
Tragedia a Crans Montana, il coraggio del calabrese Paolo Campolo: “Momenti drammatici”
L’uomo originario della provincia di Reggio Calabria abita a pochissima distanza dal luogo della tragedia. Sua figlia non si è ritrovata all’interno del locale per una pura casualità, lui è comunque intervenuto per dare una mano durante i primissimi soccorsi

La tragedia di San Silvestro – avvenuta a Crans Montana (Svizzera) – ha avviato il nuovo anno con una notizia a dir poco sconvolgente. Quella notte, il confine tra la vita e la morte è stato tracciato da una manciata di minuti e da un brindisi di troppo.
Al centro di questa storia c’è un calabrese che si chiama Paolo Campolo. L’uomo è un analista finanziario di origini calabresi che vive a soli cinquanta metri dal bar Le Constellation, luogo teatro dell’incendio che ha provocato morti e feriti.
Tragedia di Crans Montana, le parole dell’analista calabrese
Quando l’inferno è scoppiato, Paolo non si è fermato a calcolare il pericolo. È corso fuori di casa con un estintore, lanciandosi in una nuvola di fumo nero e denso che rendeva tutto indistinguibile.
Mentre le fiamme divoravano il locale con una violenza fulminea, Campolo ha iniziato a scavare e tirare via detriti a mani nude. Ha estratto decine di ragazzi, guidato solo dalle loro urla e da un pensiero fisso che gli rimbombava in testa: “Potrebbero essere i miei figli“.
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Con lo stesso coraggio, quando non c’era più speranza per alcuni, ha portato fuori anche chi non ce l’aveva fatta, restituendo dignità a quelle giovani vite spezzate. Ma il destino, in quella stessa notte, ha giocato una carta incredibile proprio con la sua famiglia.
Un ritardo ha salvato la vita alla figlia
Sua figlia Paolina avrebbe dovuto raggiungere quel locale proprio a mezzanotte, fermata però da un rito familiare che ha cambiato il suo destino. Un brindisi prolungato, un panettone aperto all’ultimo momento, qualche chiacchiera di troppo in casa.
È stato proprio quel ritardo a salvarla. Paolina è arrivata davanti al locale quando ormai il fumo stava già uscendo ovunque. Sarebbe stata proprio lei, da fuori, a lanciare l’allarme e a chiamare il padre. “Oggi posso dirlo senza esagerare“, racconta Paolo Campolo a Il Messaggero con il brivido di chi ha guardato l’abisso da vicino. “Quel ritardo le ha salvato la vita“, ha commentato.
Mentre il fumo nero avvolgeva la strada e la combustione consumava tutto in pochi violentissimi minuti, Paolo Campolo si è lanciato e ha cercato di aiutare più giovani possibili ad uscire da quell’inferno.



















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