Segnala una notizia

Hai assistito a un fatto rilevante?
Inviaci il tuo contributo.

Richiedi info
Contattaci

Transizione digitale, voucher bloccati: 5 milioni fermi e PMI nel limbo, allarme in Calabria

Calabria

Transizione digitale, voucher bloccati: 5 milioni fermi e PMI nel limbo, allarme in Calabria

Il Polo Digitale Calabria denuncia ritardi insostenibili nella pubblicazione delle graduatorie. De Rango: “Le imprese non possono aspettare un anno. L’innovazione ostaggio della burocrazia”

Pubblicato

il

Polo Digitale Calabria - De Rango

RENDE – A quasi un anno dall’apertura della piattaforma per il Voucher per la Transizione Digitale, avvenuta il 17 aprile 2025, regna ancora il silenzio sulle graduatorie. Una situazione che sta generando forte preoccupazione tra le imprese calabresi che avevano aderito con entusiasmo al bando da 5 milioni di euro. L’iniziativa era destinata a sostenere le PMI in ambiti strategici come Cybersecurity, Cloud Computing e Digital Workplace, ma ad oggi non è arrivato alcun riscontro ufficiale sull’ammissibilità delle domande.

L’allarme del Polo Digitale Calabria

A denunciare lo stallo è il Polo Digitale Calabria, attraverso il suo presidente Emilio De Rango: “quotidianamente i nostri uffici ricevono numerose telefonate da parte di quegli imprenditori calabresi che abbiamo seguito passo dopo passo nella presentazione della domanda. Sono aziende a noi vicine, realtà che si sono fidate della nostra assistenza tecnica e che hanno investito tempo e risorse convinte di poter accelerare la propria crescita”.

Il problema, però, è l’assenza totale di risposte: “Oggi ci chiedono risposte che noi, purtroppo, non possiamo dare: il team del Polo Digitale Calabria non ha elementi per rassicurarle, poiché non vi è traccia della graduatoria né comunicazioni ufficiali sui tempi di definizione”.

polo digitale calabria

L’appello al presidente Occhiuto

Il presidente del Polo Digitale alla Regione: “per queste ragioni, rivolgiamo un appello diretto al Presidente della Regione Calabria, Roberto Occhiuto. Conosciamo la sua visione di una regione moderna e tecnologicamente all’avanguardia, ma questa visione rischia di infrangersi contro il muro della burocrazia. Chiediamo al Presidente Occhiuto un intervento deciso affinché si passi dalle parole ai fatti: le nostre PMI non possono aspettare un anno per sapere se possono innovarsi. La digitalizzazione richiede tempi certi, non silenzi infiniti.”

Il paradosso della burocrazia “analogica”

Secondo De Rango, la situazione rappresenta un evidente controsenso: “si parla di transizione digitale, un settore che viaggia alla velocità della luce, ma ci scontriamo con tempi burocratici che sembrano appartenere a un’altra epoca”. Una contraddizione che pesa sulle imprese: “Chiedere a una PMI di pianificare la propria sicurezza informatica o l’aggiornamento dei sistemi senza dare certezze sui fondi per oltre dieci mesi significa bloccare la crescita di quelle stesse aziende che la Regione dichiara di voler sostenere”.

Il ritardo non è solo amministrativo, ma ha già prodotto effetti economici. Molte aziende, in attesa di contributi fino a 150 mila euro, hanno sospeso investimenti fondamentali per adeguarsi agli standard dell’Agenzia per la Cybersicurezza Nazionale o per sviluppare e-commerce e lavoro agile. Un blocco che rischia di compromettere la competitività del tessuto produttivo locale.

Il Polo Digitale Calabria chiede quindi un intervento immediato agli uffici regionali per sbloccare le procedure di valutazione. “Non possiamo permettere che – conclude De Rango – l’innovazione resti ostaggio della burocrazia. Le imprese hanno bisogno di risposte per poter programmare il proprio futuro. Chiediamo trasparenza e rapidità: la Calabria non può permettersi di perdere il treno della digitalizzazione a causa di un’attesa infinita”.

Pubblicità
Pubblicità .

Categorie

Social