Area Urbana
Cosenza, trattamenti tricologici ingannevoli. Contratti annullati e rimborso di oltre 12mila euro a una cliente
Pratiche commerciali scorrette nei trattamenti tricologici: il Tribunale di Cosenza annulla i contratti e condanna l’istituto al rimborso oltre 12.000 euro a una consumatrice

COSENZA – Trattamenti tricologici ingannevoli: il Tribunale di Cosenza annulla i contratti e ordina il rimborso. È quanto deciso dalla sentenza n. 1992/2025, che ha stabilito un principio di grande rilievo nella tutela dei consumatori vittime di pratiche commerciali scorrette, in particolare nel delicato ambito dei trattamenti tricologici. I giudici hanno infatti disposto l’annullamento dei contratti sottoscritti per dolo e la condanna di un noto istituto tricologico alla restituzione di oltre 12.000 euro ad una cliente.
Quattro contratti firmati
La vicenda riguarda una consumatrice che, attratta dalle rassicurazioni ricevute circa la risoluzione di una patologia del cuoio capelluto, aveva sottoscritto quattro contratti distinti con Farmasuisse S.r.l. (oggi Sanders S.p.A.), per un importo complessivo superiore a 12.500 euro. Secondo quanto accertato dal Tribunale, i trattamenti cosmetologici proposti non erano idonei a risolvere la problematica diagnosticata, rendendo infondate le promesse formulate in fase di sottoscrizione. Una circostanza che la cliente non era stata messa in condizione di conoscere.
Il dolo accertato dal Tribunale di Cosenza
Grazie all’assistenza legale dell’avvocata Rossella Mauro, socio fondatore della società di servizi professionali IRENE S.r.l., il Tribunale ha riconosciuto la sussistenza di un comportamento doloso da parte dell’istituto tricologico. In particolare, nella sentenza si legge che la società ha indotto la cliente alla firma dei contratti attraverso una “falsa rappresentazione della realtà”, omettendo di informarla sulla non utilità dei trattamenti cosmetologici rispetto alla sua condizione clinica. Di rilievo il passaggio in cui i giudici sottolineano come i contratti siano stati stipulati a brevissima distanza temporale, l’uno durante la vigenza dell’altro, senza alcuna verifica dell’efficacia dei trattamenti già in corso, aggravando così la posizione della società.
L’istituto “fatti rappresentati in modo non corretto”
Nel corso del giudizio, Sanders aveva respinto integralmente le contestazioni mosse dalla donna, sostenendo che i fatti fossero stati rappresentati in modo non corretto. La società aveva affermato che “l’interruzione dei trattamenti presso il centro di Cosenza sarebbe dipesa da motivi personali della cliente”, in particolare da una grave patologia sopravvenuta che l’avrebbe costretta a sottoporsi a un intervento chirurgico urgente, come attestato da una richiesta di sospensione firmata dal marito nel maggio 2018.
Aveva inoltre evidenziato “l’esistenza di un accordo transattivo sottoscritto nel giugno 2018 per la risoluzione anticipata del contratto, in base al quale la cliente si sarebbe impegnata a versare 200 euro a saldo e stralcio, dichiarando estinti tutti i reciproci rapporti economici e ogni ulteriore pretesa”.
Il dovere professionale di informare correttamente il consumatore
La sentenza chiarisce un principio fondamentale: un operatore specializzato, proprio in virtù delle proprie competenze, ha l’obbligo di riconoscere i limiti dei trattamenti offerti e di informare correttamente il cliente, anche quando ciò comporti la rinuncia a un contratto. Secondo il Tribunale di Cosenza, l’istituto “poteva e doveva” comprendere che la problematica non fosse trattabile con cure estetiche, rendendo doverosa una comunicazione chiara e trasparente alla cliente.

Trattamenti tricologici ingannevoli: contratti nulli e restituzione delle somme
Le conseguenze giuridiche della condotta accertata sono state rilevanti. Il Tribunale ha disposto: l’annullamento integrale di tutti i contratti sottoscritti, per vizio del consenso determinato dal dolo e la restituzione delle somme versate, pari a 12.598,86 euro, oltre agli interessi legali dalla data della domanda fino al saldo. La pronuncia rappresenta un precedente significativo per tutti i consumatori che si ritengano vittime di pratiche commerciali ingannevoli o aggressive, soprattutto in settori caratterizzati da: forte asimmetria informativa tra professionista e cliente, elevato grado di fiducia riposta nella competenza dell’operatore, promesse legate alla salute o al benessere personale e contratti di importo elevato sottoscritti senza un’adeguata informazione.
La sentenza del Tribunale di Cosenza ribadisce così che la tutela del consumatore passa dal rispetto della trasparenza e della correttezza professionale, principi imprescindibili in ogni rapporto contrattuale. L’Avv. Rossella Mauro e il team di IRENE S.r.l. hanno comunicato la loro piena disponibilità a valutare altri casi simili e fornire tutta l’assistenza legale necessaria a tutelare i diritti dei consumatori




















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