Italia
«PREVENZIONE E SICUREZZA»
Trattori killer, Di Nardo (Federacma) «non è fatalità: senza sicurezza e controlli si muore»
Per il segretario nazionale Di Nardo la ‘strage dei trattori’ «non è fatalità: senza sicurezza e controlli si muore». Urgente un piano da 350 milioni per ammodernare il parco macchine

COSENZA – Una vera e propria ‘strage silenziosa‘ quella degli incidenti, anche mortali, legati all’utilizzo dei trattori. In Calabria, regione a vocazione prevalentemente agricola, negli ultimi mesi sono stati numerosi gli episodi, alcuni anche tragici. Tra quelli più recenti, una bambina di soli 5 anni, che ha perso la vita a Polistena, dopo essere finita sotto il mezzo condotto dal papà. E poi lo scorso primo maggio, a Spezzano Albanese, dove ha perso la vita Cosimo Galizia, 55 anni. Il mezzo agricolo sul quale stava lavorando si è ribaltato.

Trattori killer: ogni anno almeno 100 vittime con picchi di 140
In merito ad un’emergenza nazionale Federacma – la Federazione delle Associazioni nazionali del commercio e dei servizi per le macchine agricole, operatrici e da giardinaggio aderente a Confcommercio – interviene sottolineando che non si tratta di “fatalità”: «senza sicurezza e controlli si muore».
Il segretario nazionale di Federacma, Gianni Di Nardo, intervenuto ai microfoni di Rlb, nella trasmissione “Fatti Vivi” traccia un bilancio che è drammatico: «oltre 100 vittime ogni anno, con picchi che arrivano fino a 140 morti». «Consideriamo che la gran parte dei morti in agricoltura avvengono proprio perché il trattore si ribalta in certe situazioni e il roll-bar non è montato come si deve o non c’è per niente».
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Le norme di sicurezza spesso non rispettate
Un altro dato allarmante riguarda i trattori circolanti: su circa due milioni, un milione e mezzo non rispetterebbe le norme di sicurezza nei luoghi di lavoro. Dispositivi fondamentali come roll-bar e cinture di sicurezza, sottolinea Di Nardo «salvano le vite in quasi tutti i casi di ribaltamento del trattore». Il problema principale resta l’età del parco macchine: «consideriamo – spiega Di Nardo – che in agricoltura circolano tranquillamente macchine che hanno più di 30 anni, ma anche 50, 60.

Il Decreto sulla revisione dei mezzi agricoli
Dal 2015 esiste una normativa sulla revisione dei mezzi agricoli, ma manca ancora il decreto attuativo e questo significa che la legge non viene applicata e soprattutto le norme di sicurezza non vengono rispettate». «Possiamo dire – sottolinea il segretario Di Nardo – che non c’è la volontà politica di attuarlo». Federacma propone un piano pluriennale da 350 milioni di euro, da distribuire tra il 2027 e il 2031: “Se noi facciamo un piano da 350 milioni diviso in 5 anni iniziamo a rottamare macchine molto vecchie”. Un intervento necessario, considerando che il costo sociale degli incidenti in agricoltura supera il miliardo di euro l’anno.
Pochi controlli e rischio diffuso
Un altro nodo critico riguarda i controlli: molti incidenti coinvolgono persone non registrate, come piccoli proprietari terrieri o anziani: «spesso succede proprio a persone che hanno un piccolo pezzo di terra; diciamo che c’è poco controllo nelle campagne”. Un quadro che rende ancora più urgente un intervento strutturale: prevenzione, investimenti, controlli e applicazione delle norme.


















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