Ionio
Trebisacce, uova lanciate contro la casa di 3 giovani stranieri integrati «non è una bravata»
Uova lanciate contro l’abitazione dei ragazzi a Trebisacce. L’associazione “Le Nove Lune” denuncia l’episodio e pubblica un video sui social: “è un segnale che deve far riflettere”

TREBISACCE (CS) – Un gesto inquietante a Trebisacce dove ignoti hanno imbrattato, con uova e altri oggetti, l’abitazione di tre giovani stranieri, perfettamente integrati nel tessuto cittadino. L’episodio si è verificato nella parte alta di Trebisacce ed è stato denunciato dall’associazione “Le Nove Lune”, impegnata nella gestione dei progetti SAI (Sistema di accoglienza e integrazione) tra Villapiana e Trebisacce.
Trebisacce: uova contro le pareti esterne, la denuncia dell’associazione
A rendere pubblico quanto accaduto è stata la stessa associazione attraverso un video pubblicato sui social, accompagnato da un messaggio duro e articolato: “Trebisacce paese, tre ragazzi pienamente integrati nel territorio che lavorano, vivono qui, fanno parte della comunità. Persone oneste, conosciute, che ogni giorno costruiscono, nel loro piccolo, un pezzo di questa comunità. Poi tornano a casa e si trovano davanti a una scena che non dovrebbe appartenere a nessun luogo: uova lanciate contro le pareti, pietre, segni evidenti di un gesto gratuito”.

“Non è una bravata. Non è qualcosa da minimizzare”
“Sono stati dei bambini? Sono stati degli adulti? In entrambi i casi è qualcosa che deve far riflettere. Se sono stati adulti, è un atto ancora più grave. Se sono stati dei ragazzi, allora la domanda diventa inevitabile: dove sono gli adulti? Dove sono i genitori? Che esempio stiamo dando?
Partirà una denuncia verso ignoti, perché è giusto così. Ma non può bastare. Quello che preoccupa davvero è il clima che permette a episodi del genere di accadere. L’idea che si possa colpire qualcuno, la sua casa, la sua tranquillità, senza fermarsi un attimo a pensare alle conseguenze. Trebisacce è molto di più di questo. O almeno dovrebbe esserlo. E allora forse il punto è proprio questo chiedersi che tipo di comunità vogliamo essere”.
L’episodio non viene dunque considerato una semplice bravata, ma un segnale più profondo che chiama in causa l’intera comunità. I tre giovani coinvolti, infatti, lavorano e vivono stabilmente a Trebisacce, rappresentando un esempio concreto di integrazione riuscita. L’associazione ha annunciato che sporgerà denuncia contro ignoti, ma sottolinea come l’azione giudiziaria da sola non sia sufficiente.
Al centro resta la necessità di una riflessione collettiva sul clima sociale e sui valori di inclusione e convivenza civile, affinché episodi del genere non si ripetano.


















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