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Tribunale di Cosenza, Le Pera «Front Office sospeso: 1.200 firme e attesa per l’udienza dell’11 novembre»

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L'INTERVISTA

Tribunale di Cosenza, Le Pera «Front Office sospeso: 1.200 firme e attesa per l’udienza dell’11 novembre»

Dopo la mobilitazione della Camera penale «Fausto Gullo» e il ricorso al Tar, l’avvio della procedura è stato sospeso. Il presidente Roberto Le Pera: «Quando un avvocato scende in piazza non lo fa mai per le proprie prerogative»

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Front Office Le Pera

COSENZA – Quella contro il Front Office è «una battaglia a tutela dei cittadini». A ribadirlo ai microfoni di Rlb stamattina, nella trasmissione Fatti Vivi, è stato l’avvocato Roberto Le Pera, presidente della Camera penale di Cosenza «Fausto Gullo». Oltre 1.200 firme, lo stato di agitazione dell’avvocatura e un ricorso al Tar per contestare una nuova modalità di accesso agli atti del Tribunale. Dopo la mobilitazione degli avvocati e il ricorso al Tar, slitta l’avvio del sistema di prenotazione per accedere ai fascicoli penali.

A Cosenza la mobilitazione contro il cosiddetto Front Office dunque, ha ottenuto un primo risultato. Al centro della contestazione non c’è soltanto una questione organizzativa, ma il rischio che le nuove regole possano ostacolare il diritto di difesa e quello dei cittadini ad accedere tempestivamente agli atti che li riguardano.

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Le Pera sul Front Office «il cittadino ha diritto ad accedere»

A spiegare le ragioni della protesta è stato Roberto Le Pera, presidente della Camera penale di Cosenza «Fausto Gullo», intervenuto ai microfoni di Rlb, nella trasmissione Fatti Vivi che ha chiarito che la questione riguarda direttamente i cittadini. Secondo il presidente della Camera penale, la disposizione adottata dall’ufficio di presidenza del Tribunale avrebbe introdotto la prenotazione come modalità esclusiva di accesso alle cancellerie, impedendo di fatto a chi ha necessità di consultare un fascicolo di farlo immediatamente. «Il cittadino ha diritto ad accedere», ha sottolineato, contestando una procedura che, a suo giudizio, non può trasformare la prenotazione nell’unica via disponibile.

Front Office - Le Pera 02

Accusa e difesa, il nodo della parità

Il punto più delicato riguarda la presunta disparità tra pubblici ministeri e difensori ma anche cittadini. Secondo quanto denunciato dall’avvocatura, i magistrati requirenti possono continuare a consultare gli atti attraverso un applicativo dedicato, senza prenotazione, mentre gli avvocati sarebbero costretti ad attendere anche giorni per accedere agli stessi documenti. Una differenza che, secondo Le Pera, rischia di compromettere la tempestività della difesa, soprattutto quando occorre preparare un’udienza o tutelare i diritti di una persona indagata, imputata oppure offesa da un reato.

Per rendere più chiaro il problema, Roberto Le Pera ha richiamato un esempio quotidiano: «c’è il cittadino che si reca le poste, entra, prende il numerino, attende e fa ciò che deve. C’è contestualità. In questo caso è come se, per fare una raccomandata io mi devo prenotare da casa e dopo due o tre giorni posso recarmi allo sportello per fare una raccomandata».

Per i penalisti, la soluzione non consiste necessariamente nel rinunciare a ogni forma di organizzazione, ma nel garantire un sistema che concili l’efficienza delle cancellerie con il libero accesso agli atti, eventualmente attraverso una modalità mista, con fasce orarie ad accesso diretto e altre su prenotazione.

Front Office Le Pera 03

La protesta ha coinvolto il Consiglio dell’Ordine degli avvocati, la Camera penale e le associazioni forensi, ottenendo anche il sostegno del sindaco di Cosenza, Franz Caruso, e della Commissione consiliare Legalità. La raccolta firme ha superato quota 1.200 e il Consiglio dell’Ordine ha promosso un ricorso al Tar per contestare la procedura.

La sospensione del nuovo sistema, si attende l’11 novembre

Nel corso dell’intervista, Le Pera ha annunciato che l’avvio del nuovo sistema, inizialmente previsto per il lunedì successivo, è stato sospeso, mentre resta atteso il confronto sulla vicenda in vista dell’udienza del Tar indicata per l’11 novembre. Il presidente della Camera penale ha inoltre avvertito che, qualora il problema non dovesse trovare soluzione, la mobilitazione potrebbe proseguire con ulteriori iniziative alla luce del risultato ottenuto con una raccolta firme che, in 72 ore, ha raccolto 1.200 firme di cittadini, il metodo più democratico possibile. Le Pera infine ricorda «quando un avvocato scende in piazza non lo fa mai per le proprie prerogative. Lo fa sempre e soltanto per i diritti dei cittadini che difende e in cui crede, perchè l’avvocatura è avvocatura per vocazione».

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