REGGIO CALABRIA – Sono accusati di truffa aggravata ai danni del Sistema sanitario nazionale e regionale, favoreggiamento personale, peculato e corruzione le 12 persone, destinatarie questa mattina, di altrettante misure cautelari nell’ambito di un’operazione dei carabinieri del NAS di Reggio Calabria.
Truffa al SSN
Nel dettaglio, è stata disposta la custodia cautelare agli arresti domiciliari per quattro indagati, la notifica di una misura interdittiva nei confronti di tre soggetti, l’obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria per altri tre e l’interdizione dall’esercizio di attività professionali e sanitarie per due persone. Agli arresti domiciliari sono finiti Francesco e Fortunato Macheda, Stefania Callipari e Giuseppe Villa. Divieto temporaneo di esercitare determinate attività professionali o imprenditoriali per 12 mesi nei confronti di Cristian Aragona, Maria Anna Zumbo e Antonio Demetrio Pellicanò; l’obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria per Giovanni Mallamaci, Isabella Maida e Rossana Spina e la sospensione dall’esercizio dell’ufficio pubblico e della professione per 12 mesi nei confronti di Francesco Scopelliti e Attilio Fulgido.
Tutti gli indagati sono ritenuti responsabili, a vario titolo, dei reati di associazione per delinquere, falso ideologico e materiale, esercizio abusivo della professione sanitaria, accesso abusivo a sistema informatico, truffa aggravata in danno del Sistema sanitario nazionale e regionale, favoreggiamento personale, peculato e corruzione.

Le indagini
L’operazione è stata condotta dai Nas di Reggio Calabria, con il supporto del Gruppo carabinieri per la Tutela della Salute di Napoli e dei reparti territorialmente competenti. Le indagini hanno permesso di raccogliere gravi indizi sull’esistenza di un sodalizio criminale operante a Reggio Calabria e provincia composta dal titolare e dai dipendenti di un’azienda, la Macheda trasporti, dal responsabile commerciale per la Regione Calabria di una multinazionale operante nel campo della fornitura di gas medicali per ossigeno-terapia e, ancora, da farmacisti, medici specialisti dipendenti dall’Asp, medici di medicina generale, faccendieri vari e pazienti conniventi.
Stando alla ricostruzione della Procura, attraverso l’impiego di piani terapeutici, prescrizioni mediche e documenti di trasporto falsi, il sodalizio criminale certificava la consegna di numerosissime di bombole di gas medicale, generalmente utilizzato per patologie pneumologiche o terminali, a pazienti compiacenti, ignari o inesistenti, ponendo il costo del menzionato dispositivo sanitario a carico del Sistema sanitario nazionale e di quello regionale.

Oltre alle misure coercitive personali e interdittive, il Gip ha disposto il sequestro della Macheda trasporti, titolare della gestione, commercializzazione e distribuzione del gas medicale, nonché della somma di 48mila euro nei confronti della VitalAire Italia Spa, la multinazionale fornitrice del dispositivo medico.
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