Calabria
LO SCONTRO
Trump, pressioni sull’Italia contro l’impiego dei medici cubani. Occhiuto si oppone: “I nostri 400 restano”
Mike Hammer, massimo diplomatico dell’amministrazione Trump all’Avana e incaricato d’affari a Cuba dal 2024, visiterà la Calabria già la prossima settimana sulla questione dei medici cubani e incontrerà il governatore Occhiuto

COSENZA – Stop all’utilizzo di medici cubani. Secondo Bloomberg sarebbero in corso presunte pressioni esercitate dal presidente degli Stati Uniti Donald Trump, su diversi Paesi, tra i quali l’Italia, affinché venga interrotto l’impiego di medici cubani.
Il massimo diplomatico dell’amministrazione Trump all’Avana, Mike Hammer, si recherà già dalla prossima settimana in Calabria per incontrare le autorità locali e il presidente della Regione Calabria, Roberto Occhiuto (come confermato dallo stesso) per sollecitarli personalmente sulla questione. I piani, aggiungono le fonti, potrebbero ancora cambiare.
La Calabria ospita attualmente circa 400 medici cubani. Sebbene L’Avana invii da tempo i propri medici all’estero, l’Italia è diventata una destinazione per medici e infermieri cubani nel 2020, quando il Covid ha colpito particolarmente duramente il Paese.
Occhiuto si oppone agli Usa: “I medici cubani restano in Calabria”
“Posso dirle che l’amministrazione americana, anche durante la presidenza Biden, non ha mai manifestato particolare entusiasmo rispetto alla nostra iniziativa di portare medici cubani in Calabria. Ma in questi anni con gli ambasciatori e con i rappresentanti del governo degli Stati Uniti in Italia abbiamo sempre avuto un dialogo sereno, costante e improntato alla collaborazione”.
Lo ha detto il presidente della Regione Calabria, Roberto Occhiuto, interpellato telefonicamente dall’ANSA in merito alle presunte pressioni esercitate dal presidente degli Stati Uniti Donald Trump, su diversi Paesi, tra i quali l’Italia, affinché venga interrotto l’impiego di medici cubani. Secondo quanto riporta Bloomberg Mike Hammer, incaricato d’affari a Cuba dal 2024, visiterà la Calabria già la prossima settimana.
“Nelle ultime settimane – ha detto Occhiuto – i contatti con il Dipartimento di Stato Usa si sono ulteriormente intensificati, e posso confermare che la prossima settimana incontrerò Mike Hammer, responsabile per gli affari statunitensi a Cuba”.
“Una cosa è certa – sottolinea il presidente della Regione Calabria – i medici cubani attualmente in servizio in Calabria resteranno anche nei prossimi anni. Sono stati, sono e continueranno a essere determinanti per garantire il funzionamento dei pronto soccorso e per mantenere aperti tutti gli ospedali della nostra regione”.
“Avevamo un accordo – ha concluso Occhiuto – per arrivare a 1.000 medici caraibici in totale. Se il governo degli Stati Uniti intenderà aiutarci mettendo a disposizione nuovi medici stranieri per la Calabria, fino appunto ai 1.000 che ci servono, non abbiamo ovviamente alcuna preclusione: anzi, siamo pronti ad accogliere a braccia aperte chiunque voglia contribuire al rafforzamento del nostro sistema sanitario regionale”.
Bonelli: “I sanitari caraibici fondamentali per la Calabria”
“Gli Stati Uniti arrivano a interessarsi della nostra sanità pubblica e si intromettono in scelte interne che riguardano il nostro Paese. La presidente Meloni intende protestare con Trump per far rispettare la sovranità italiana? Quattrocento medici cubani, a cui dobbiamo dire grazie, stanno garantendo il funzionamento della sanità pubblica in Calabria. Il loro contributo è stato ed è fondamentale per mantenere attivi ospedali e servizi essenziali”. Lo dichiara Angelo Bonelli, deputato di Alleanza Verdi e Sinistra e co-portavoce di Europa Verde.
“Il governo italiano – aggiunge – chiarisca con fermezza che le politiche sanitarie del nostro Paese non si decidono a Washington. Ai medici cubani va il mio ringraziamento per il lavoro che stanno svolgendo a tutela del diritto alla salute dei cittadini. Allo stesso tempo, l’Italia deve assumere un’iniziativa politica chiara per chiedere la rimozione dell’embargo statunitense contro Cuba con sanzioni che affamano un popolo”.


















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