Area Urbana
Prevenzione
Tumore alla prostata, a Cosenza esami salvavita solo a pagamento «fino a 1.500 euro per una biopsia»
Il presidente nazionale di Unimpresa Sanità accusa Regione e Asp di Cosenza: «Tempi infiniti e costi insostenibili per esami salvavita. Serve un intervento immediato per fermare questa ingiustizia»

COSENZA – Giancarlo Greco, presidente nazionale di Unimpresa Sanità, lancia l’allarme per la provincia di Cosenza rispetto ai pazienti affetti da sospetto tumore alla prostata. Questi, sarebbero costretti a sborsare fino a 1.500 euro per sottoporsi alla biopsia prostatica Fusion, un esame diagnostico considerato oggi tra i più efficaci per l’individuazione precoce delle neoplasie prostatiche. Altro che ‘prevenzione oncologica’. «Ancora una volta – spiega Greco – la Calabria è relegata all’ultimo posto nei rapporti nazionali sulla qualità delle cure e della prevenzione, come conferma l’ultimo report Meridiana Sanità. Ma qui la situazione è ancora più drammatica: parliamo di pazienti che, pur nella corsa contro il tempo, vengono lasciati soli, costretti a pagare cifre esorbitanti o ad attendere mesi per una diagnosi».
Tumore alla prostata: la biopsia Fusion costa oltre mille euro
Consente una mappatura precisa della prostata e una diagnosi mirata, ed è coperta dal Servizio Sanitario Nazionale in diverse regioni italiane. Tuttavia, a Cosenza – denuncia Greco – l’Asp avrebbe riconosciuto alla clinica Sacro Cuore una tariffa “provocatoria”, insufficiente a coprire i costi della prestazione, costringendo così la struttura a non poter più eseguire l’esame in regime di convenzione.
«Il risultato – prosegue – è che i pazienti devono rivolgersi al privato puro e pagare oltre mille euro per una prestazione salvavita.
Nel contempo, in altre zone della Calabria, come nel Crotonese, la stessa prestazione viene regolarmente garantita in convenzione.
Perché due pesi e due misure sulla pelle dei cittadini?».
La prevenzione non può essere un lusso
Greco non risparmia critiche all’attuale governance sanitaria regionale e annuncia un appello diretto al presidente Roberto Occhiuto: «Chiediamo che venga fatta chiarezza su queste scelte che mettono a rischio la vita dei pazienti e alimentano un business di riflesso a vantaggio del privato. Se necessario, chiederemo anche l’intervento della polizia economico-finanziaria per verificare la correttezza dell’operato di Asp e Regione. Battere sul tempo il cancro è l’unica via possibile. Non possiamo accettare che la burocrazia o l’inefficienza amministrativa rendano la diagnosi un privilegio per chi può permetterselo. La prevenzione deve essere un diritto, non un lusso».

















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