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Tumori, criticità al Sud: esodo del 50% di pazienti dalla Calabria per gli interventi al seno

Italia

I numeri del cancro

Tumori, criticità al Sud: esodo del 50% di pazienti dalla Calabria per gli interventi al seno

Nonostante il calo dei decessi oncologici in Italia la situazione al Sud è preoccupante: la Calabria registra un esodo di pazienti per le cure chirurgiche del 50%

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ROMA – In Italia, nel 2025, si stimano 390.000 nuovi casi di tumori, un dato sostanzialmente stabile rispetto al 2024. La notizia positiva arriva dai decessi, che in 10 anni sono diminuiti del 9%, con cali significativi nelle neoplasie del polmone (-24%) e del colon-retto (-13%). Un trend migliore rispetto alla media europea, che si traduce in una sopravvivenza a cinque anni più alta.

Tumori: “I numeri del cancro in Italia 2025”

Tuttavia, il rapporto “I numeri del cancro in Italia 2025” dell’Associazione Italiana di Oncologia Medica (AIOM) mette in luce un problema che riguarda soprattutto il Sud: molte pazienti devono spostarsi per ricevere cure adeguate, con la Calabria tra le regioni più colpite.

I dati principali sul cancro in Italia

La Commissione Europea conferma una riduzione dei decessi oncologici anche nel 2024: -2,6% in Italia. Si registra anche un miglioramento nei programmi di screening: nel 2024 sono stati invitati oltre 16 milioni di cittadini, con circa 6,5 milioni di test effettuati. Persistono però forti differenze geografiche nella copertura degli screening.

La mammografia raggiunge il 62% al Nord, 51% al Centro e solo 34% al Sud. Lo screening colorettale si ferma al 46% al Nord, 32% al Centro e 18% al Sud. Fumo e sovrappeso restano i principali fattori di rischio. Il 43% degli adulti italiani è in eccesso ponderale, con un gradiente sfavorevole al Sud, ma si registra un calo della sedentarietà, passata dal 32% nel 2020 al 27% nel 2024.

La situazione in Calabria

Come detto, la Calabria fa registrare numeri allarmanti con il 50% delle pazienti che si reca fuori regione per gli interventi al seno. Ancora una limitata disponibilità di strutture e specialisti oncologici. Una vera e propria spinta delle pazienti verso ospedali di altre regioni. In Calabria i dati sullo screening mammografico fanno rilevare una copertura al 34%, sotto il target accettabile del 50%. Anche per lo screening colorettale la copertura è al 18%, molto distante dal target nazionale.

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Prevenzione e diagnosi

Gli esperti sottolineano come la prevenzione, sia primaria (stili di vita sani) sia secondaria (diagnosi precoce), resti cruciale per ridurre l’incidenza e la mortalità dei tumori. Allo stesso tempo, cresce la preoccupazione per la tossicità finanziaria, cioè l’impatto economico delle cure oncologiche, e per la necessità di cure palliative integrate.

Massimo Di Maio, Presidente AIOM, ricorda che il progresso terapeutico aumenta il carico sulle strutture sanitarie, richiedendo più personale e risorse, mentre Francesco Perrone, Presidente Fondazione AIOM, sottolinea l’importanza di tutelare il diritto alla salute ed evitare disuguaglianze tra Nord e Sud, in particolare per le cure di fine vita.

Il quadro nazionale dunque, mostra luci e ombre. Se la mortalità cala e i programmi di screening crescono, restano grandi disparità territoriali e problemi di accesso alle cure. E la Calabria è ancora una volta l’esempio più evidente dell’esodo sanitario verso altre regioni.

Schillaci «le sfide urgenti»

“Le disuguaglianze sociali nell’accesso alla diagnosi precoce e la persistenza di comportamenti a rischio rappresentano sfide urgenti, che richiedono un’azione decisa e coordinata”. Così il ministro della Salute, Orazio Schillaci, nella prefazione del rapporto. “Il Piano Oncologico Nazionale 2023-2027 – sottolinea Schillaci – è una risposta concreta a queste sfide: dall’integrazione dei percorsi assistenziali, al potenziamento della prevenzione, fino allo sviluppo della ricerca. L’epidemiologia dei tumori sta cambiando e la prevenzione è la leva strategica su cui investire. Promuovere stili di vita sani e incrementare l’adesione ai programmi di screening organizzati sono attività strategiche per ridurre il rischio di sviluppare molti tipi di tumore, consentire una diagnosi precoce e intercettare tempestivamente la malattia”.

Il ministro ha quindi ricordato come siano state stanziate risorse per “ampliare la fascia di età da sottoporre agli screening del cancro della mammella e del colon retto. Così come garantiamo fondi per la Rete italiana per lo screening del cancro del polmone”. L’obiettivo, chiarisce, “è inserire quanto prima anche questo screening nei programmi gratuiti del Servizio Sanitario Nazionale. Inoltre, con l’aggiornamento dei Livelli Essenziali di Assistenza sarà introdotto un programma di sorveglianza attiva per i tumori ereditari della mammella e dell’ovaio”.

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