Area Urbana
L'INTERVISTA
Turismo: l’analisi di Sonia Ferrari tra criticità del comparto e opportunità di rilancio
La docente di Marketing del turismo e Marketing territoriale dell’Università della Calabria, Sonia Ferrari, indica le criticità del comparto e le opportunità di rilancio: dalla destagionalizzazione al turismo dei borghi, fino alla necessità di una strategia condivisa

RENDE – La Calabria continua a essere una delle regioni italiane con il più alto potenziale turistico grazie ai suoi oltre 700 chilometri di costa, ai parchi nazionali e a un patrimonio culturale e paesaggistico di grande valore. Eppure, secondo Sonia Ferrari, docente di Marketing del turismo e Marketing territoriale dell’Università della Calabria, il comparto sconta ancora limiti strutturali e di pianificazione.
Intervenuta ai microfoni di RLB, durante la trasmissione Fatti Vivi, Ferrari ha spiegato: “io ritengo che sia una questione di programmazione. Intanto non disponiamo di molti dati e conosciamo pochissimo gli attuali turisti e anche i turisti potenziali. Non c’è una programmazione che consenta di progettare il prodotto giusto per il segmento di mercato che noi decidiamo di raggiungere. Quindi in questo momento si va un po’ alla cieca”.
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Sonia Ferrari: le criticità del turismo calabrese
La docente evidenzia inoltre come la forte stagionalità e la scelta di puntare quasi esclusivamente sul turismo balneare abbiano limitato lo sviluppo del settore: “abbiamo comunque ancora dei bassi tassi di internazionalizzazione, purtroppo un’altissima stagionalità della domanda. Aver puntato in passato tutto sul mare, sicuramente alla fine è stato un danno perché si è sviluppata una forma di turismo scarsamente sostenibile”.

Borghi, turismo lento ed enogastronomia come opportunità
Per Ferrari il momento storico offre però nuove possibilità di crescita, soprattutto grazie all’interesse sempre maggiore verso le destinazioni autentiche e meno conosciute: “adesso il momento è quello giusto perché si stanno riscoprendo le mete rurali, le mete interne meno conosciute, i piccoli centri, i cosiddetti borghi, il turismo lento e quindi anche il turismo enogastronomico. Un luogo come la Calabria, ancora legato molto alle tradizioni e che offre l’autenticità che tanti turisti oggi ricercano, effettivamente può diventare una destinazione“.
Secondo la docente, sarebbe opportuno rafforzare la propria identità turistica puntando su alcune eccellenze specifiche: “dovremmo caratterizzare maggiormente la nostra immagine, legarla a uno o due prodotti più forti, non promuovere tutto ma promuovere alcune eccellenze, per cui anche l’enogastronomia potrebbe esserlo e poi trainare il resto.”
Tra i settori ancora poco valorizzati, Ferrari cita anche il turismo religioso: “San Francesco di Paola è un santo che è venerato più all’estero che in Italia, soprattutto nei Paesi dell’America Latina. Andare a creare dei prodotti turistici focalizzati su questo attrattore potrebbe essere estremamente utile”.

Infrastrutture e sinergia per crescere: “si vende una destinazione”
Tra gli aspetti che frenano la competitività della Calabria, la docente richiama anche il tema dei collegamenti e della qualità dei servizi. “Una volta arrivati in aeroporto è difficile spostarsi. Ancora, le lingue straniere sono parlate poco, la professionalità non sempre è eccellente e quindi chiaramente questo determina un’offerta che non è sempre di altissima qualità. Questa carenza di servizi e di infrastrutture determina un impoverimento dell’offerta e difficoltà proprio a muoversi per queste persone, soprattutto se sono stranieri.”
Infine, Ferrari sottolinea come il vero salto di qualità passi dalla capacità di fare sistema tra istituzioni e operatori del comparto: “La sinergia è sempre importante, fare rete ma soprattutto nel turismo perché non si vende un singolo prodotto, non si vende un albergo, non si vende un b&b, non si vende un museo, ma si vende una destinazione. Riuscire a fare rete, progettare e promuovere insieme una destinazione è necessario”.


















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