Area Urbana
“Un altro domani”: parte il progetto della Fondazione “Lanzino” per l’indipendenza economica delle donne
La Fondazione Roberta Lanzino presenta domani, sabato 28 marzo, percorsi formativi, laboratori e sostegno psicologico per valorizzare autostima e competenze

RENDE – Sarà presentato domani, sabato 28 marzo alle ore 10.00, nella sede della Fondazione Roberta Lanzino in via Verdi a Rende, il progetto “Un altro domani”, promosso in adesione all’avviso pubblico “Donne Libere” della Regione Calabria.
Fondazione Lanzino: formazione, conoscenza e motivazione
Il progetto si propone di sostenere le donne nella costruzione della propria indipendenza economica attraverso itinerari multidisciplinari suddivisi in diversi step. La Fondazione Roberta Lanzino ha previsto:
– Corsi e laboratori: Turist-oriented basic English course, alfabetizzazione informatica, autodifesa (“La forza delle donne”), laboratori di make up, cucito creativo e “Ago amico”;
– Incontri informativi: con soggetti aderenti come il Dipartimento di Farmacia, Scienze della Salute e della Nutrizione – Unical, CISL Cosenza, Confartigianato, ContaminaLab e Arci RED;
– Attività di aggregazione e socializzazione, accompagnamento e sostegno psicologico, legale e sociale;
– Autostima e sicurezza come strumenti di lavoro.

“L’obiettivo – spiega Matilde Lanzino, presidente della Fondazione – è di rafforzare autostima, consapevolezza, cura di sé e sicurezza, elementi determinanti anche nella ricerca del lavoro”. Il programma si inserisce nell’ambito del bando “Donne Libere”, finanziato dal PR Calabria 2021/2027 con il concorso di risorse comunitarie del FSE+ FESR, dello Stato italiano e della Regione Calabria.
Donne protagoniste di un futuro possibile
“L’approccio innovativo della proposta – conclude la presidente della Fondazione Lanzino – è caratterizzato dallo sguardo propositivo ed ottimistico, in cui le donne non sono viste come vittime, ma diventano soggetti attivi, capaci di desiderare in prima persona un altro domani, aspirando a ‘quella stanza tutta per sé’ auspicata da Virginia Woolf”.


















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