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Rende: UniCal, Chiesa e magistratura insieme in una giornata di studio sulla legalità contro le mafie

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Rende: UniCal, Chiesa e magistratura insieme in una giornata di studio sulla legalità contro le mafie

Magistrati, docenti e rappresentanti ecclesiali riuniti all’UniCal per discutere nuove strategie culturali e sociali contro mafie e corruzione

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Chiesa e ’ndrangheta: il sacrificio dei preti antimafia al centro di una giornata di studi su legalità e memoria

RENDE – Quale idea di legalità è oggi necessaria per contrastare le mafie dentro società attraversate da disuguaglianze, fragilità educative e nuove forme di potere criminale? È attorno a questa domanda che si svilupperà la giornata di studio “Quale legalità contro le mafie”, in programma domani, giovedì 21 maggio 2026, tra l’Università della Calabria e l’Istituto Superiore di Scienze Religiose “San Francesco di Sales” di Cosenza. L’iniziativa è promossa dall’Istituto di Ricerca e Formazione Interdisciplinare sulle mafie e la corruzione “don Peppe Diana” della Pontificia Facoltà Teologica dell’Italia Meridionale di Napoli, dall’Arcidiocesi di Cosenza-Bisignano e dal Dipartimento di Culture, Educazione e Società dell’Università della Calabria, nell’ambito del XV ciclo seminariale di Pedagogia dell’Antimafia (2011-2026).

Rende: UniCal, Chiesa e magistratura insieme in una giornata di studio sulla legalità contro le mafie

La giornata rappresenta un nuovo tassello del percorso culturale e pedagogico che l’UniCal sta sviluppando negli ultimi anni sul terreno dell’antimafia educativa, nella convinzione che il contrasto alle organizzazioni criminali non possa essere affidato esclusivamente all’azione repressiva e giudiziaria, ma richieda una profonda trasformazione culturale, sociale e formativa.

L’obiettivo dell’incontro è infatti quello di mettere in dialogo saperi differenti –  pedagogia, teologia, magistratura, sociologia, intelligence, ricerca educativa – per interrogarsi sulle condizioni necessarie alla costruzione di una legalità democratica capace di incidere realmente nelle coscienze, nelle relazioni sociali e nei territori.

La sessione mattutina, prevista alle ore 10.30 presso l’University Club dell’Università della Calabria, sarà aperta dai saluti istituzionali del prorettore vicario Stefano Curcio e del decano della Sezione San Tommaso della Pontificia Facoltà Teologica dell’Italia Meridionale, Antonio Foderaro. A coordinare i lavori sarà Giancarlo Costabile, docente di Pedagogia dell’antimafia all’UniCal.

Interverranno don Marcello Cozzi, coordinatore dell’IRFI “don Peppe Diana”, da anni impegnato sul rapporto tra mafie, etica pubblica e giustizia sociale; la sostituta procuratrice generale di Catanzaro Marisa Manzini, tra le figure più autorevoli della magistratura italiana nel contrasto alla criminalità organizzata; e Mario Caligiuri, docente dell’Università della Calabria e presidente della Società Italiana di Intelligence, che offrirà una riflessione sui mutamenti delle mafie contemporanee e sulle nuove forme del potere criminale nell’età globale.

Nel pomeriggio, a partire dalle ore 16.00 presso l’Istituto Superiore di Scienze Religiose “San Francesco di Sales” a Rende, la riflessione si sposterà sul rapporto tra educazione, comunità ecclesiali e costruzione della coscienza democratica. I lavori saranno introdotti da don Emilio Salatino, direttore dell’ISSR, e da Rossana Adele Rossi, coordinatrice del Corso di Studio unificato in Scienze dell’Educazione e Scienze Pedagogiche dell’UniCal.

Dialogheranno Tullio Romita, coordinatore dei corsi di laurea in Scienze Turistiche e Valorizzazione dei Sistemi Turistico-Culturali dell’Università della Calabria, e don Ennio Stamile, rettore dell’associazione UniRiMi “Rossella Casini”, impegnata nella promozione della memoria delle vittime innocenti delle mafie e nella costruzione di percorsi di cittadinanza attiva nei territori più fragili della Calabria. Le conclusioni saranno affidate all’arcivescovo di Cosenza-Bisignano, mons. Giovanni Checchinato.

La giornata di studio si colloca dentro una più ampia riflessione sul ruolo pubblico delle istituzioni educative e culturali nella costruzione di comunità democratiche capaci di contrastare le mafie non soltanto sul piano penale, ma soprattutto sul terreno della formazione delle coscienze e della liberazione culturale.

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In questa prospettiva, la pedagogia dell’antimafia proposta dall’Università della Calabria prova a oltrepassare una visione esclusivamente emergenziale del fenomeno mafioso per interpretarlo come questione educativa, antropologica e sociale. Le mafie, infatti, non si alimentano soltanto attraverso la violenza criminale, ma anche mediante consenso sociale, disuguaglianze, subordinazione culturale e povertà educative.

Il seminario contro le mafie vuole rilanciare il valore delle alleanze educative tra università, scuola, magistratura

Per questo il seminario intende rilanciare il valore delle alleanze educative tra università, scuola, magistratura, Chiesa e società civile, nella convinzione che la legalità democratica debba tradursi in partecipazione, responsabilità collettiva e giustizia sociale. L’iniziativa conferma inoltre il crescente impegno dell’Università della Calabria nel consolidare il proprio ruolo come spazio pubblico di elaborazione critica e di intervento culturale sui grandi temi della contemporaneità, rafforzando il dialogo tra ricerca accademica, territorio e istituzioni impegnate nella costruzione del bene comune.

 

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