UniCal e INAF: l’hub di eccellenza ed il progetto tra SOLARIS, ESA e ricerca spaziale
Il progetto del nuovo centro INAF all’UniCal punta a creare sinergie con SOLARIS, STAR e le missioni ESA, coinvolgendo anche le imprese del territorio
Il progetto del nuovo centro INAF all’UniCal punta a creare sinergie con SOLARIS, STAR e le missioni ESA, coinvolgendo anche le imprese del territorio
RENDE – L’idea della nuova struttura di ricerca dell’Istituto Nazionale di Astrofisica all’interno dell’UniCal nasce un paio di anni fa, presentata per l’occasione al ministro per la Ricerca e l’Università, Anna Maria Bernini, quando il presidente dell’INAF, Roberto Ragazzoni, contattò il professor Vincenzo Carbone, poi deceduto, per proporgli l’installazione di un’antenna del progetto SOLARIS all’Università della Calabria.
“SOLARIS – ha spiegato il presidente dell’INAF – fa parte di una rete internazionale di radiotelescopi che si estende dall’Artico all’Antartide e che studia l’interazione tra il sole e l’alta atmosfera terrestre, dove è presente il plasma, uno stato della materia che all’Università della Calabria rappresenta da anni un importante ambito di ricerca. Questo è stato il punto di partenza della collaborazione, ma nel frattempo il progetto è cresciuto in modo significativo.

Un ulteriore impulso è arrivato con la scelta dell’Agenzia Spaziale Europea di avviare la missione Plasma Observatory, la settima missione di classe medium dell’ESA. Si tratta di programmi che generano importanti ricadute anche sul piano industriale e dello sviluppo tecnologico. Lo abbiamo già sperimentato con altre missioni, come PLATO, il cui lancio è previsto il prossimo anno e sulla quale l’Italia e l’industria nazionale hanno investito molto. Il nostro obiettivo è coinvolgere anche le piccole e medie imprese, affinché possano sviluppare tecnologie destinate a Plasma Observatory, una costellazione composta da sette satelliti.

In questo contesto si inserisce anche STAR, l’infrastruttura che realizza sorgenti di raggi X. Una delle prossime grandi missioni dell’ESA sarà NewAthena, dedicata proprio allo studio dell’Universo nei raggi X. Tutte queste attività nel campo delle alte energie sono strettamente collegate. L’obiettivo è integrare l’analisi dei dati provenienti da raggi X, raggi gamma e onde radio con quelli delle onde gravitazionali osservate da missioni come LISA e dal futuro Einstein Telescope. Si tratta di studi fondamentali non solo per la ricerca scientifica, ma anche per comprendere fenomeni che possono influenzare infrastrutture strategiche come i sistemi GPS e i satelliti meteorologici”.
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