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Unical da record: l’Università della Calabria è la migliore in Italia tra i grandi atenei. Prima davanti a Pavia e Cagliari

Area Urbana

Censis 2026-2027

Unical da record: l’Università della Calabria è la migliore in Italia tra i grandi atenei. Prima davanti a Pavia e Cagliari

L’Unical conferma il primato nazionale tra i grandi atenei statali con 91,7 punti, davanti a Pavia e Cagliari nella nuova classifica Censis delle Università italiane 2026-2027. Bene anche Mediterranea (terza tra i piccoli atenei) e Magna Graecia. Occhiuto: “La Calabria eccellenza per il diritto allo studio”.

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Unical università della Calabria

RENDE – L’Università della Calabria si conferma per un altro anno (per terzo consecutivo) come la migliore d’Italia nella categoria dei grandi atenei statali, superando istituzioni di lunga tradizione come Pavia e Cagliari. Il riconoscimento arriva dalla nuova Classifica Censis delle Università italiane 2026-2027, che assegna all’ateneo di Rende un punteggio complessivo di 91,7.L ‘analisi dettagliata dei parametri attribuiti all’Università della Calabria evidenzia il raggiungimento di punteggi di rilievo in diverse aree, ma spiccano le altissime valutazioni registrate nelle voci “Servizi” (110) e “borse di studio” (109). Ottimi risultati emergono anche nell’ambito della comunicazione e dei servizi digitali con 94,0 punti, e per quanto riguarda le strutture con 91punti.

Unical un primato costruito nel tempo

Il risultato non è frutto del caso, ma il punto d’arrivo di un percorso di crescita costante, fondato su alcuni pilastri precisi: la qualità dei servizi agli studenti, l’internazionalizzazione, il sostegno al diritto allo studio, la comunicazione digitale e l’occupabilità dei laureati. Sono proprio questi gli indicatori su cui il Censis costruisce ogni anno la propria valutazione degli atenei italiani, statali e non statali.

Un primato che arriva dopo il consolidamento della sua posizione di eccellenza nel panorama accademico italiano con gli ultimi dati pubblicati dall’ANVUR (Agenzia Nazionale di Valutazione del Sistema Universitario e della Ricerca) relativi alla VQR (Valutazione della Qualità della Ricerca) che la hanno certificato una crescita netta e strutturale dell’Ateneo di Arcavacata. Con un incremento del 9% nella qualità della produzione scientifica, si è confermato polo d’innovazione sempre più autorevole e competitivo, sia a livello nazionale che internazionale.

Censis Unical 2026/2027

Il rettore Greco “Primato costruito nel tempo”

«Questo risultato straordinario – ha commentato il rettore Gianluigi Greco – è il frutto del lavoro corale di tutta la nostra comunità accademica, che ringrazio profondamente. Il primato per il terzo anno consecutivo dimostra la solidità del nostro modello di campus e le eccezionali opportunità che offriamo ogni giorno alle nostre studentesse e ai nostri studenti. Dietro questa offerta di qualità ci sono un forte senso identitario e una chiara progettualità, che trovano la loro massima espressione nel nostro primato assoluto sui servizi, un ambito in cui stacchiamo di gran lunga il secondo ateneo in Italia».

«Questo divario straordinario è il risultato diretto della dedizione e della competenza del personale che ogni giorno lavora per tradurre concretamente la nostra visione strategica in servizi d’eccellenza unici nel panorama nazionale. Un primato di questo livello– ha concluso il Rettore Greco – ci dà una spinta straordinaria a investire con sempre maggiore convinzione sul futuro delle nuove generazioni, lavorando con costanza per fare del nostro ateneo un polo d’attrazione altamente competitivo, sia in Italia sia all’estero».

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La Calabria brilla anche con la Mediterranea e la Magna Graecia

Il primato dell’Unical non è l’unica buona notizia per il sistema universitario calabrese. L‘Università Mediterranea di Reggio Calabria compie un balzo importante, guadagnando tre posizioni rispetto alla rilevazione precedente e conquistando il terzo posto nazionale nella categoria dei piccoli atenei statali, quelli con meno di 10 mila iscritti. Nella graduatoria, la Mediterranea si piazza subito dietro Camerino e Cassino, superando atenei come Macerata, Sannio e Tuscia.

Buoni segnali arrivano anche dall’Università Magna Graecia di Catanzaro, che migliora alcuni indicatori chiave, tra cui la valutazione delle strutture. Un dato in particolare mette in luce l’eccellenza del sistema calabrese: sul fronte delle borse di studio, tutti e tre gli atenei della regione — Unical, Mediterranea e Magna Graecia — risultano primi nelle rispettive categorie.

Le immatricolazioni crescono in tutta Italia

Il rapporto Censis fotografa anche un trend nazionale positivo. Nell’anno accademico 2025-2026 le immatricolazioni agli atenei tradizionali sono aumentate dello 0,9% rispetto all’anno precedente, un incremento che si inserisce in una crescita decennale complessiva del 19,8%. I dati, elaborati dal Censis, si basano sulle informazioni provvisorie dell’Anagrafe nazionale degli studenti universitari. La crescita, però, non è omogenea sul territorio: il Centro Italia registra l’aumento più significativo (+2,3%), seguito dal Nord-Ovest (+0,8%), dal Nord-Est (+0,4%) e infine dal Mezzogiorno e dalle Isole, dove l’incremento si ferma allo 0,2%.

Tra chi si immatricola, la maggioranza continua a provenire dai licei (57,9% del totale), ma negli ultimi dieci anni è cresciuta in modo significativo la presenza di diplomati degli istituti professionali e, soprattutto, di studenti internazionali. Questi ultimi oggi rappresentano il 6,7% delle nuove immatricolazioni, contro il 2,5% del 2015-2016. Circa il 70% degli studenti stranieri proviene da Paesi extraeuropei, in particolare dall’Asia (30,6%) e dall’Africa (28,3%).

Unical aule e laboratori

La classifica generale degli atenei italiani

Guardando al quadro nazionale complessivo, tra i mega atenei statali (oltre 40 mila iscritti) il primo posto va all’Università di Padova, davanti a Bologna. Sale al terzo posto la Sapienza di Roma, che scavalca Pisa, mentre chiudono la top five Milano Statale e Firenze. Tra i grandi atenei statali, come detto, guida la classifica l’Università della Calabria, davanti a Pavia. Tra gli atenei di medie dimensioni il primato va all’Università di Sassari, mentre tra i piccoli atenei statali resta in vetta l’Università di Camerino. Tra i politecnici si conferma leader il Politecnico di Milano, seguito dal Politecnico di Torino. Tra le università non statali con oltre 10 mila iscritti, la Luiss mantiene la propria leadership.

La Classifica Censis valuta ogni anno gli atenei italiani, statali e non statali, sulla base di indicatori che comprendono strutture, servizi agli studenti, borse di studio, internazionalizzazione, comunicazione digitale e occupabilità dei laureati. L’edizione 2026-2027 comprende in totale 70 graduatorie, costruite a partire da oltre 960 variabili, e include anche le valutazioni dei singoli corsi di laurea triennale, magistrale a ciclo unico e magistrale biennale, consultabili sul sito ufficiale del Censis.

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Occhiuto “Calabria eccellenza nazionale per diritto allo studio”

Il presidente della Regione Calabria, Roberto Occhiuto, ha commentato con soddisfazione i risultati ottenuti dagli atenei calabresi, definendo il primato dell’Unical un riconoscimento che premia il lavoro di tutta la comunità accademica: docenti, ricercatori, personale e studenti. Occhiuto ha sottolineato in particolare il dato sulle borse di studio, che vede Unical, Mediterranea e Magna Graecia primeggiare ciascuna nella propria categoria, definendolo un segnale dell’eccellenza raggiunta dal sistema del diritto allo studio in Calabria, frutto anche della collaborazione costante tra la Regione e gli atenei.

“L’Università della Calabria  si conferma al primo posto tra i grandi atenei statali nella nuova classifica Censis 2026-2027, consolidando un primato di assoluto prestigio. Un risultato straordinario, che premia il lavoro dell’intera comunità accademica, dei docenti, dei ricercatori, del personale e degli studenti. Ottime notizie arrivano anche dall’Università Mediterranea di Reggio Calabria, che guadagna tre posizioni rispetto allo scorso anno e conquista il terzo posto nazionale tra i piccoli atenei statali, confermando un importante percorso di crescita e una sempre maggiore capacità di competere ai vertici del sistema universitario italiano”.

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Anche l’Università Magna Graecia di Catanzaro – prosegue Occhiuto – fa registrare risultati significativi in alcuni degli indicatori presi in considerazione dal Censis, con ad esempio valutazioni in crescita per le strutture. Particolarmente significativo è il dato relativo alle borse di studio. L’UniCal, l’Università Mediterranea e la Magna Graecia sono tutte e tre prime nelle rispettive categorie. Un risultato che certifica l’eccellenza del sistema del diritto allo studio in Calabria e che premia anche l’impegno costante della Regione e la sinergia permanente costruita in questi anni con i nostri Atenei”.

Continueremo a lavorare insieme alle università calabresi per rafforzare il diritto allo studio, migliorare i servizi destinati agli studenti, rendere i nostri questi veri e propri porti del sapere sempre più attrattivi e competitivi e offrire ai giovani nuove opportunità di formazione e di futuro nella nostra Regione Le mie congratulazioni ai rettori Gianluigi Greco dell’Università della Calabria, Giovanni Cuda dell’Università Magna Graecia, e Giuseppe Zimbalatti dell’Università Mediterranea, e alle intere comunità accademiche dei tre Atenei per i risultati raggiunti e per il lavoro che quotidianamente svolgono al servizio dei giovani e della crescita della Calabria” .

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