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Unical, tensioni al DiSU e lauree a rischio per il malore di un docente. La condanna del Rettore

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IL CASO

Unical, tensioni al DiSU e lauree a rischio per il malore di un docente. La condanna del Rettore

Tensione al Dipartimento di Studi Umanistici ieri, dopo il rinvio di una seduta di laurea che coinvolgeva oltre 10 candidati. Alcuni familiari avrebbero bloccato un’altra sessione, interrompendo un pubblico servizio. Il Rettore Gianluigi Greco condanna i comportamenti e annuncia verifiche sulle eventuali responsabilità, rivendicando la capacità dell’Ateneo di garantire le proclamazioni

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DiSU Unical 01

RENDE – Mattinata di tensione ieri all’Università della Calabria, dove il Dipartimento di Studi Umanistici (DiSU) è stato teatro di disordini durante una giornata dedicata alle sedute di laurea. A determinare il cambio di programma è stato il malore improvviso di un docente, relatore o correlatore di oltre dieci candidati, circostanza che ha reso necessario ricalendarizzare la sessione interessata.

Disordini al DiSU, il malore del docente e la protesta dei familiari

La situazione è degenerata quando alcuni familiari degli studenti, secondo la ricostruzione dell’Ateneo, hanno reagito bloccando un’altra seduta di laurea, compromettendone il regolare svolgimento e incidendo sui diritti degli altri candidati. Sull’accaduto è intervenuto il Rettore dell’Unical, Gianluigi Greco, che ha espresso solidarietà al Dipartimento e al suo direttore, il professor Raffaele Perrelli, condannando con fermezza quanto avvenuto.

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«In merito ai gravi disordini verificatisi presso il Dipartimento di Studi Umanistici (DiSU) nella mattinata del 21 ottobre, ritengo doveroso intervenire personalmente per ribadire la massima vicinanza al Dipartimento e al suo Direttore, il professor Raffaele Perrelli, condannando con fermezza i comportamenti che hanno compromesso il regolare svolgimento delle attività accademiche».

L’intervento dell’Ateneo: garantite entrambe le sessioni

Il Rettore ha ricostruito le fasi concitate dell’emergenza, sottolineando come l’azione di alcuni familiari sia avvenuta mentre erano ancora in corso le comunicazioni interne per valutare le possibili soluzioni organizzative. «La vicenda trae origine dal malore improvviso di un docente. Mentre venivo informato dell’accaduto dal Direttore del Dipartimento, dal Prorettore alla Didattica e dai rappresentanti delle associazioni studentesche, e prima ancora che potessi valutare lo stato delle cose e ipotizzare una qualche soluzione, ho dovuto apprendere che alcuni congiunti e familiari dei candidati avevano dato vita a un’azione di forza, bloccando una differente seduta del Dipartimento, compromettendone il regolare svolgimento e incidendo sui diritti degli altri laureandi».

Rettore Greco DiSU

La situazione è stata ricondotta all’ordine in tempi brevi, ripristinando le condizioni di sicurezza all’interno del Dipartimento. L’Università e la struttura dipartimentale sono quindi intervenute per evitare che l’emergenza compromettesse definitivamente le discussioni e le proclamazioni. È stata ricomposta una commissione sostitutiva, anche grazie alla collaborazione del docente coinvolto, che ha continuato a fornire il proprio contributo professionale nonostante le difficili condizioni di salute.

«Di fronte a tale criticità – ha rimarcato il Rettore – mi preme sottolineare la significativa capacità di gestione organizzativa e di reazione dimostrata dall’Ateneo e dal Dipartimento: siamo riusciti a ricomporre in tempi rapidi una commissione sostitutiva, acquisendo le valutazioni del docente che, pur trovandosi in condizioni di salute difficili, ha continuato a garantire il proprio contributo professionale con profondo senso del dovere».

«È stata poi garantita la piena continuità a entrambe le sessioni di laurea, consentendo il regolare svolgimento delle discussioni e delle proclamazioni. Ancora una volta, la nostra Università ha dimostrato la propria capacità di affrontare situazioni complesse attraverso soluzioni organizzative efficaci».

La condanna del Rettore e gli accertamenti sulle responsabilità

Al di là della soluzione dell’emergenza, resta la condanna per i comportamenti che hanno provocato i disordini al DiSU. Greco ha ribadito che la tutela degli studenti e del loro percorso accademico non può tradursi nella giustificazione di azioni che ostacolino le attività universitarie o compromettano i diritti altrui.

«L’Ateneo non può e non intende tollerare comportamenti come quelli che hanno compromesso il regolare svolgimento delle attività nelle nostre aule, creando il rischio di una grave situazione di disordine pubblico. È peraltro sconcertante constatare come, davanti a notizie mediche tutt’altro che rassicuranti su un nostro docente, non sempre siano state manifestate la necessaria sensibilità e attenzione per la situazione umana in corso».

«L’Università è, per sua natura e vocazione, un luogo fecondo di confronto, di dialogo e di rispetto reciproco. Proprio per questa ragione avverto il preciso dovere morale, prima ancora che istituzionale, di segnalare e condannare con fermezza tutte le occasioni in cui comportamenti prevaricatori e lesivi dei diritti altrui rischiano di compromettere il senso civico e le regole basilari della convivenza civile. Alcune delle persone coinvolte nell’accaduto al DiSU sono state identificate e verranno avviate tutte le azioni opportune per accertare le eventuali responsabilità».

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